Gioco
Settantadue anni dopo dagli Usa a Roccastrada sulle tracce del padre
Michael Stubinski partecipò alla Liberazione del paese e salvò una bimba che ora suo figlio potrà abbracciare
ROCCASTRADA. Roccastrada in questi giorni celebra la Liberazione alleata e scopre – settantadue anni dopo – alcuni emozionanti retroscena di quello storico passaggio.
Giovedì 23 giugno, infatti, è atteso in paese Mike Stubinski, figlio di un sergente della Quinta Armata americana, protagonista della Liberazione roccastradina.
Arriva dagli States per visitare i luoghi attraversati dal padre Michael nel 1944. Perché Michael Stubinski non fu un soldato qualunque. Suo malgrado venne inviato in paese come avanguardia alleata quindici giorni prima della Liberazione, così da preparare l’avanzata americana. Dal suo diario emerge una “Roccastrada città aperta”, dove i tedeschi in ritirata, gli alleati in avanzata e i partigiani roccastradini trovarono una sorta di accordo per gestire gli eventi.
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Michael è deceduto due anni fa, alla bella età di novantacinque anni. Il figlio Mike, dopo aver letto i suoi diari di guerra, adesso sta pubblicando un libro. E in quel libro un capitolo importante è riservato, appunto, ai ricordi roccastradini.
Da qui la curiosità che lo ha spinto a partire dalla Pennsylvania per sbarcare a Firenze. Arriverà mercoledì 22 giugno poi, con un’auto a noleggio, raggiungerà Roccastrada proprio nel giorno della liberazione per partecipare a una cerimonia commemorativa con il sindaco Francesco Limatola.
Sarà ospite, con la moglie, dei Roccastradini nel Mondo. È prevista anche una visita a luoghi e persone citate nei diari del padre. Gli Stubinski si tratteranno in zona per qualche giorno, il tempo di raccogliere altre informazioni e confermare le memorie di guerra di Michael.
Michael, di quei giorni, ha descritto momento per momento: le cannonate, le mine che saltavano, le urla delle donne.
Tiratore scelto del 141º reggimento di fanteria della divisione Texas, il venticinquenne Stubinski giunse a Roccastrada già l’11 giugno, si piazzò sulla rocca del Collese imbracciando il suo Garand e presidiando quella postazione di tiro in costante coordinamento con i partigiani.
Durante i giorni della sua avanguardia strinse amicizia con la famiglia Ugazzi e il dottor Marini, che abitavano sopra l’attuale farmacia.
Proprio lì conobbe la piccola Teresa, l’allora undicenne figlia dei Marini alla quale, nel 1946, finita la guerra, inviò dagli Stati Uniti un vestitino bianco per la Comunione.
Già nel 1991 il vecchio Stubinski si era fatto vivo sulla stampa toscana per ricordare quei fatti, ma adesso, con l’imminente pubblicazione dei diari e la corrispondenza con Roccastrada del figlio Mike, sono emersi ulteriori dettagli, retroscena della ritirata tedesca che tante macerie seminò nel capoluogo.
I diari e una lettera testimoniano i fatti di quelle tragiche ore.
Michael Stubinski, appreso che i tedeschi avrebbero minato il palazzo comunale e il palazzo della farmacia, per chiudere la strada principale con le macerie, corse in casa del dottor Marini avvisando lui e la sua famiglia appena in tempo.
Teresa Coccia, oggi ottantatreenne, in una lettera del 1991 scriveva così al vecchio soldato: «Ricordo tutto. Mio nonno era completamente cieco e ti chiamava “ragazzo buono”. Io, della guerra, ne avevo paura, ma tu mi prendevi sulle ginocchia e mi facevi appoggiare la testa sulla tua spalla e mi dicevi: “No paura, io proteggere...”. E lo facesti davvero quando ti rendesti conto che la nostra casa era stata minata. Era notte fonda e ci portasti in salvo prima che questa saltasse in aria».
Teresa e il vecchio soldato non si sono più incontrati ma il figlio Mike è venuto a Roccastrada anche e soprattutto per lei. Per conoscerla.
Una pergamena ricordo verrà consegnata dal sindaco Limatola al figlio del vecchio liberatore con la dicitura “In memoria di Michael Stubinski, soldato delle forze alleate, che con coraggio e sacrificio, è stato testimone e protagonista durante la riconquista della nostra libertà”.
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