Il Tirreno

Grosseto

Il Grifone ha scoperto nuove strade in attesa del ritorno del bomber

di Paolo Franzò
Riccobono in attesa di calciare la punizione  (foto Agenzia Bf)
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Riccobono in attesa di calciare la punizione (foto Agenzia Bf)

Serie D Tre volte a bersaglio e Riccobono aveva segnato anche un anno fa

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GROSSETO. Come un anno addietro, il Grifone parte bene nella sua avventura in campionato. Dodici mesi fa fu un 4-0 al Sansepolcro, stavolta un gol in meno all’Orvietana, ma stessi commenti positivi. Questo per dire che è decisamente troppo presto per sbilanciarsi in giudizi sul valore di questa squadra, assai diversa da quella e soprattutto sulle altre che i biancorossi troveranno lungo il cammino. Piedi ben saldi in terra insomma e attenzione massima, per ogni partita.

Un anno fa l’avventura cominciò all'insegna di bomber Marzierli, autore subito di una doppietta, con l'unico punto in comune rappresentato da Gianni Riccobono, a segno allora come domenica scorsa. Oggi Marzierli è ancora fermo ai box per quel problema fisico che lo attanaglia praticamente dal principio della preparazione. Una squadra, questa, allestita con l’idea del terminale offensivo che invece non c’è. Però capace comunque, domenica scorsa, di andare a segno tre volte e di creare almeno altrettante nitide palle gol. È il frutto del lavoro di mister Roberto Malotti, bravo nell’inventare qualcosa di diverso, senza timore, anche attraverso prestazioni spesso tutt'altro che entusiasmanti tra amichevoli, allenamenti congiunti e coppa Italia.

Un lavoro attento e seguito con attenzione dai giocatori. Perché se è vero che oltre a Marzierli, ai box ci sono ancora anche Cela, Nunziati e Sanyang (oltre a Boiga rimasto in panchina), è altrettanto vero che il tecnico fiorentino può disporre di una rosa profonda e gli ultimi innesti gli garantiscono anche scelte. Come la fascia destra del primo tempo con l'Orvietana, dove ad agire erano l’ex Follonica, Barlettani (insolitamente terzino destro della difesa a quattro) e Guerrini, da pochi giorni arrivato in prestito dal Gubbio. Un binario che ha funzionato molto bene e prodotto anche in fase offensiva. Le corsie del resto sono importanti per il gioco che vuole Malotti ed è probabile che con Marzierli al centro dell’area avversaria, la mole di lavoro del primo tempo avrebbe sfondato prima la resistenza difensiva di una Orvietana concreta e volenterosa.

In attesa del ritorno del bomber allora si gioca in maniera diversa. Riccobono sembra un giocatore rinato e la punizione capolavoro con cui stappa la partita è solo la ciliegina sulla torta di una gara da circoletto rosso. Perché il fantasista biancorosso non si limita solo ad attaccare, ma lo trovi ovunque in campo. Pure a rincorrere gli avversari e a dare una mano (decisiva) nella propria area di rigore. In questo modo, risulta imprendibile, se non con le cattive. Mobilio poi, appare il partner perfetto con cui dialogare in velocità per penetrare le altrui difese. L'occupazione degli spazi e l'attenzione di tutti, fa sì che l'apparente 4-4-2 si modifichi di continuo, a seconda delle situazioni. Cretella, che non può dimenticare le origini da interno di centrocampo, è il regista arretrato, con accanto un autentico muro che risponde al nome di Frosali. Così, accade anche che Raffaelli finisca per passare un pomeriggio al limite della noia. I cambi poi fanno vedere di non essere da meno, per cui non v'è ragione per non pensare in positivo. Il tempo dirà anche il vero valore dell'Orvietana, ma vincere aiuta a vincere e la trasferta di Seravezza rappresenta già una prima verifica importante.


 

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