Il Tirreno

Grosseto

Grifone, un altro scontro al vertice. Pochi giorni per curare la pareggite

di Paolo Franzò
Mister Vitaliano Bonuccelli (foto Agenzia Bf)
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Mister Vitaliano Bonuccelli (foto Agenzia Bf)

Serie D. I torelli devono archiviare la prova (e le polemiche) con il Livorno

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GROSSETO. È un Grifone accerchiato, quello che esce dalla super sfida con il Livorno con l’ennesimo pareggio; il decimo in diciannove partite. Accerchiato dai pensieri, dai dubbi, dalle incertezze e dai mugugni sempre crescenti del popolo biancorosso, con i commenti dei tifosi del giorno dopo, in netto contrasto con le dichiarazioni dei protagonisti del post gara.
Tutti d’accordo sulla clamorosa svista del guardalinee che ha portato il signor Migliorini di Verona ad annullare la splendida rete di Cretella. Ma in pochi condividono il pensiero di Vitaliano Bonuccelli e Filippo Vetrini, riguardo la prestazione della squadra, ancora una volta giudicata negativamente dai tifosi che fanno fatica a cogliere i miglioramenti segnalati invece dagli addetti ai lavori. Così come aumenta il partito di coloro che vorrebbero un cambio di guida tecnica che invece non ci sarà. Il punto col Livorno in effetti sa di ennesima occasione gettata alle ortiche, con gli amaranto scesi in Maremma solo col blasone, pieni zeppi di assenze importanti e problemi non solo legati al cambio di allenatore. Fossati ha rimpolpato la difesa, soprattutto dopo essere stato aiutato dalla retroguardia biancorossa nel trovare il gol del vantaggio.
Così, una squadra come il Grosseto di questa stagione, in tremenda difficoltà nel riuscire a trovare una manovra d’attacco efficace, ha finito per andare a sbattere sul coriaceo muro livornese. Per cui è giusto lamentarsi del gol annullato, ma la speranza è che questo non diventi poi un alibi e soprattutto che non se ne parli più. Ci sono ancora 15 gare da giocare e una enormità di punti in palio e l’unica cosa giusta da fare, a partire da questo pomeriggio con la ripresa degli allenamenti, è lavorare ancora più sodo di prima. Non dimentichiamo che il malcontento generale è solo figlio delle ambiziose dichiarazioni d’intenti di inizio stagione e sicuramente il primo a non essere contento oggi non potrà che essere patron Gianni Lamioni, con quanto investito in questo progetto. Per cui si deve lavorare sulle cose che non vanno. A partire da una difesa quasi completamente nuova e responsabile in toto della rete segnata dal Livorno solo per mancanza di attenzione. E poi sulla cronica difficoltà di arrivare alla porta avversaria. Perché è inverosimile che un attaccante di razza come Marzierli in una partita così non riceva neppure una palla gol degna di tale nome.
Forse il 3-5-2 visto per la prima volta può essere una nuova strada da percorrere, a patto che però davanti siano effettivamente in due ad attaccare e a occupare l’area. Ma soprattutto va sgombrata la testa dai cattivi pensieri, perché c’è tutto il tempo per risalire, a cominciare da domenica a Seravezza. 

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