Toscana
Romairone, subito gol all’esordio. «Sono felice: un debutto da sogno»
Serie D. L’attaccante, figlio d’arte, è approdato pochi giorni fa in biancorosso
GROSSETO. Veni, vidi, vici. Potrebbe essere lo slogan della settimana per Alessandro Romairone da Vercelli, di professione attaccante, arrivato in biancorosso la settimana scorsa, buttato in campo a Orvieto nella ripresa da mister Vitaliano Bonuccelli, nel contesto di un match complicato che sembrava scivolare verso l’ennesimo pareggio e poi risolto proprio dal figlio d’arte (di Giancarlo, ala), con un guizzo rapace da tre punti da attaccante vero.
«Sono contento. Non potevo certamente sognare un esordio migliore – racconta lo stesso Romairone – Per me l’obiettivo era quello di entrare bene in questo nuovo gruppo e cercare di dare il mio contributo e per adesso direi che è andata bene».
Ci racconta i suoi primi giorni qui a Grosseto e come è nata questa operazione di mercato?
«Non è stato ovviamente facile lasciare la Sambenedettese così, a metà stagione. Vuoi per il rapporto che si crea con i compagni di squadra, vuoi perché ho lasciato comunque una squadra importante, prima in classifica e che gioca in casa con seimila spettatori di media. Ma allo stesso tempo Grosseto era una proposta irrinunciabile. Piazza altrettanto importante, ambiziosa e blasonata, dove spero magari di trovare più continuità che a 24 anni per un giocatore sarebbe importante appunto poter trovare per potersi esprimere completamente. È stato proprio il Grosseto a cercarmi e a volermi. Ho parlato con il ds Filippo Vetrini e con mister Bonuccelli e le loro parole mi hanno convinto. Alla fine non ho dovuto neanche pensarci su troppo e oggi sono contento e convinto della mia scelta. Spero davvero di poter dare un contributo importante nella corsa verso la vetta della classifica».
Quali sono le sue caratteristiche di attaccante?
«Diciamo che le mie sono caratteristiche particolari che mi porto dietro sin dalle giovanili, quando giocavo con Raspadori. Forse anche perché non avendo un gran fisico c’è chi mi ha visto spesso come una sorta di falso nueve, come si dice oggi. Poi molto è sempre dipeso anche dall’allenatore del momento. Chi mi ha impiegato come prima punta, come lo scorso anno col Derthona, con cui ho segnato 12 reti, chi invece mi vede più come esterno d’attacco o seconda punta. Io se proprio devo essere sincero, preferisco giocare centralmente, perché mi piace attaccare la profondità, ma poi mi metto sempre a disposizione dell’allenatore cercando di fare il massimo».
Lei arriva da un altro girone, quali sono le sue prime impressioni su questo?
«È un girone che non conoscevo, dico la verità, ma che gara dopo gara imparerò a conoscere. Sembra molto equilibrato e ho già visto che vincere qui non è facile neanche con le squadre più attardate in classifica che sono evidentemente ben organizzate e toste. Ho capito subito di essere arrivato in una squadra forte, composta da singoli importanti per la categoria, ma anche appunto che andare a rete non è facile contro nessuno. Ma penso di poter dire di essere arrivato in un contesto importante, perché anche a Orvieto, con tutti i problemi in difesa e tanti giovani in campo, la squadra ha dimostrato di avere una rosa importante e consapevole di dove vuol arrivare».
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