Il Tirreno

Grosseto

L'intervista

Sabatini Il portierone dei record. «Eredi? No, voglio continuare»

di Paolo Mastracca
Sabatini Il portierone dei record. «Eredi? No, voglio continuare»<br>

L’estremo difensore tesserato col Rispescia a 53 anni sogna di fare il secondo in una big

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GROSSETO. Una lunga intervista a Vincenzo Sabatini - fermo ai box per motivi di salute, prima volta dopo 36 anni - una sensazione strana e anomala. E allora, nella chiacchierata con il portiere, partiamo proprio da qui. Partendo dalle sue condizioni: «Diciamo che i problemi sono in fase di risoluzione, mi sto allenando con la consueta voglia, con il consueto entusiasmo e con la determinazione di sempre e spero di poter tornare a giocare a gennaio».

Come ti sei organizzato in questo periodo?

«Seguo il calcio in maniera diretta, vado a vedere le partite, mi informo, parlo con gli addetti ai lavori e con i protagonisti, insomma sono il solito Vincenzo Sabatini».

Chi è il giocatore che metteresti in evidenza in questa prima fase della stagione?

«Ce ne sono tanti di giocatori che meriterebbero di essere menzionati, ma siccome sono un romantico e mi piacciono particolarmente quelli che hanno un’età anagrafica più vicina alla mia indico Lorenzo Lupi, classe 1983, da quest’anno in forza al Cinigiano. Non credo che sia un caso che il Cinigiano sia capolista del campionato di Seconda categoria. Lupi non ha portato soltanto un contributo significativo nell’organizzazione del reparto difensivo, ma ha trasmesso quella mentalità vincente che caratterizza coloro che sanno vincere e Lorenzo Lupi è uno di questi giocatori. Lo posso affermare per testimonianza diretta avendo giocato insieme a Lorenzo tre anni a Montalcino e metà campionato a Manciano, conosco il suo valore in campo e all’interno dello spogliatoio».

Abbiamo parlato di un singolo giocatore, invece a livello di squadre chi ti ha impressionato maggiormente?

«Sicuramente il Belvedere che sta facendo grandi cose in Promozione grazie a un lavoro da parte di tutti e mi riferisco in particolare al presidente Federico Clementini, al ds Nicola Brezzi, all’allenatore Nicola Giallini e al preparatore dei portieri Gianluigi Valleriani. Gigi è un autentico professionista tra i dilettanti, è un preparatore eccezionale e lo voglio ringraziare pubblicamente insieme a tutto lo staff del Belvedere perché mi spalancano sempre le porte quando vado ad allenarmi con loro».

Quale è a tuo avviso il segreto del Belvedere?

«Dalle sedute di allenamento ho potuto notare che hanno una mentalità vincente, è un po’ quello che ho detto precedentemente in merito a Lorenzo Lupi. Nel Belvedere ci sono giocatori del calibro di Blanchard e Ciolli che nel calcio hanno dimostrato di essere vincenti anche ad alti livelli eppure non snobbano mai un allenamento con un grado di attenzione e di preparazione che mettono costantemente. Per quanto riguarda la Promozione ci tengo a dire che ho visto allenarsi molto bene anche l’Invicta Sauro, Michele De Masi sta facendo un ottimo lavoro e ovviamente mentre il Belvedere è una squadra esperta l’Invicta Sauro ha tanti giovani che se vogliono maturare dovranno seguire gli insegnamenti di mister De Masi. Lasciatemi fare un immenso in bocca al lupo al mio amico Michele Cinelli con cui ho giocato tre anni a Montalcino e un anno ad Albinia. Michele è un grande allenatore, ha fatto già due miracoli portando alla salvezza il Sant’Andrea e siccome non c’è due senza tre gli auguro di conquistare la permanenza in Promozione anche quest’anno».

A questo punto parliamo della Prima categoria...

«Auguro a tutte le squadre grossetane di restare in prima categoria tranne che a una. Auguro al Monterotondo, all’Argentario, al Fonteblanda e al Manciano di confermarsi in Prima categoria e auguro al Massa Valpiana di passare in Promozione visto che la squadra di Manuel Madau è meritatamente la capolista e può vincere questo campionato».

La Seconda categoria come la vedi?

«Sarò banale, conquisterà il titolo una tra Cinigiano, Sorano, Campagnatico Arcille, Scarlino e Orbetello. Spero con tutto il cuore che il Rispescia si salvi perché sono legatissimo a questi ragazzi. E ringrazio di cuore il ds Andrea Parrucci per essermi sempre stato vicino».

Quale è la squadra delusione?

«Non esiste ancora una squadra delusione perché non siamo ancora neanche a un terzo del campionato».

Esiste l’erede di Vincenzo Sabatini?

«Il mio erede si chiama Vincenzo Sabatini perché sento che ho ancora tanto da dare e ho ancora tanta voglia di confrontarmi anche se vedo vicino un cambiamento. A 53 anni sto maturando il sogno nel cassetto di andare a fare il dodicesimo in una squadra di categoria superiore, vedremo se riuscirò a esaudire anche questo desiderio».

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