Settebello, palombella e beduina. Il mito della pallanuoto grossetana nel libro di Esposito
Il giornalista Esposito ha messo insieme storie, personaggi e tanta passione
GROSSETO. Settebello, palombella, beduina… Di quale sport parliamo? Ma della pallanuoto, è lampante. Una disciplina coltivata anche a livello locale dalla Rari Nantes Argentario (ora Argentario Nuoto), che negli anni Ottanta aveva fatto furore in serie B. Quegli stessi anni in cui il waterpolo tricolore aveva fatto appassionare decine di migliaia di italiani. Uno sport radicato in Liguria (la Pro Recco è, tra l’altro, la vincitrice dello scudetto 2022-2023) ma che ha vissuto e sta vivendo epoche memorabili anche in altre parti d’Italia. Anche a Napoli. “Spuntavano scudetti a Marechiaro” è il titolo della più recente fatica letteraria di Franco Esposito, giornalista partenopeo ormai in pianta stabile in Maremma, che ancora una volta per i tipi di Absolutely Free Libri ha messo nero su bianco una emozionante carrellata di ricordi, trecento pagine di notizie, curiosità, trionfi, delusioni e nomi dell’epopea delle calottine napoletane, di Canottieri, di Rari Nantes o di Posillipo, le tre società cittadine che spesso in acerrima competizione tra di loro hanno generato un movimento arrivato fino alla nazionale e in grado di far parlare di sé – e di far tremare – anche l’Europa delle coppe.
Affidandosi anche e soprattutto ai fratelli Francesco e Giuseppe Porzio (Franco e Pino), due assi anche del Settebello (a proposito, nel libro si parla anche dell’origine di questo soprannome), in un ping pong continuo di ricordi e informazioni, mescolando episodi vissuti in prima persona e narrazioni avvincenti, attingendo da un corposo archivio cartaceo di storie di uomini e di sport, Esposito ha affrescato la Napoli delle piscine, aggiungendo gli opportuni riferimenti storici e sociali di una città in continuo divenire. Dalle origini ai giorni nostri. Tempi pionieristici di trasferte, con pane e frittata preparati dalle mamme. Tempi moderni, di sponsorizzazioni e di scelte imprenditoriali oculate. E nell’ideale album delle figurine collezionate da Esposito compaiono decine – anzi, centinaia – di nomi di atleti: napoletani, italiani, ungheresi, slavi, statunitensi. E ce ne sono di celeberrimi, come ad esempio Carlo Silipo, napoletano doc, adesso ct del Setterosa. Di ciascuno un ritratto, tra imprese sportive e vita quotidiana. Di ciascuno i fasti e, talvolta, le tristi uscite di scena dettate dalle scelte di lavoro: perché non sempre, non per tutti, con la pallanuoto si mangia.
Se la palombella (il pallonetto) è stata affidata alla memoria collettiva dal film di Nanni Moretti, la beduina è un gesto atletico tutto made in Napoli: il tiro con le spalle girate alla porta fu un’invenzione di un altro gigante della pallanuoto, Gildo Arena, tanti anni fa. Di questo, anche di questo, si parla nel libro, impreziosito dalla prefazione di un altro mito della pallanuoto, Eraldo Pizzo. A proposito: il campionato di A1 inizia il 1° ottobre, Posillipo scende in acqua contro Savona.
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