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La salvezza è un mezzo miracolo. Cronaca di una stagione difficile

La salvezza è un mezzo miracolo. Cronaca di una stagione difficile

Tre cambi di proprietà, altrettanti allenatori, una miriade di calciatori, squalifiche. Adesso cambiare pagina è finalmente possibile: il ritiro comincerà il 31 luglio 

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GROSSETO. Per raccontare questa stagione del Grosseto non basterebbe neppure un libro intero. Tre cambi di proprietà, altrettanti allenatori e una miriade di giocatori che si sono alternati in campo. Per non dire di una tifoseria che ha subito tutto questo bailamme con grande apprensione. Alla fine la salvezza è comunque arrivata, proprio all’ultimo tuffo e adesso, con la proprietà Lamioni, si può finalmente voltare pagina e guardare al futuro con maggiore ottimismo. Principalmente perché c’è tutto il tempo per lavorare e costruire una squadra che possa riportare entusiasmo.

Un futuro che partirà dal prossimo calciomercato, quasi certamente da Vitaliano Bonuccelli in panchina e dal ritiro precampionato, fissato già lo scorso febbraio che sarà a Abbadia San Salvatore, dal 31 luglio al 13 agosto. Ma per arrivare a oggi, è stato un lungo, incredibile percorso. Cominciato ancora sotto la presidenza di Nicola Di Matteo, con la squadra affidata all’esperto Massimo Silva in panchina. Una rosa di giocatori enorme, condita anche di buoni nomi che però non renderanno per quanto sperato. Della squadra che debutta il 20 agosto scorso in Coppa Italia allo Zecchini, finendo eliminata dall’Orvietana, resteranno solo Crivellaro, Battistoni, Scaffidi, Cretella (che nel mezzo giocherà metà stagione col Livorno), Cesaroni, Bruno, Carannante e Rotondo (nel frattempo operato al crociato che ne ha interrotto la buona stagione).

Il via in campionato non sarà migliore, con tre sconfitte di fila: Poggibonsi, Seravezza e Città di Castello. Il 15 settembre termina l’avventura di Silva sulla panchina biancorossa e al suo posto viene chiamato Andrea Liguori. Prima però, sempre nel mese di settembre, Di Matteo sorprendeva tutti, annunciando di essere stanco, cedendo il Grosseto a Salvatore Guida. Saranno giornate di autentico caos societario, durante le quali si farà fatica a capire esattamente i contorni di una operazione mai del tutto chiara. Il primo squillo del Grifone arriva il 25 settembre, con uno splendido 3-0 rifilato in trasferta al Ponsacco, grazie a una doppietta del giovane Rotondo. È il Grosseto di Gil in porta, di Cipolletta in difesa, di Bramati e Martino a centrocampo, di Tripicchio in avanti. Quattro risultati utili di fila, migliorano la classifica, prima della immeritata sconfitta di misura di Livorno e il 30 ottobre arriva finalmente (gol di Tripicchio), anche la prima vittoria in casa, proprio contro quell’Orvietana che aveva eliminato i torelli dalla Coppa Italia. È un Grosseto comunque più solido che a lungo avrà una delle difese meno battute del campionato, ma che si porterà sino in fondo, pur cambiando gli attori, una enorme difficoltà ad andare in gol. Intanto, aumentano le voci che dicono di un forte interessamento a rilevare il Grosseto da parte dell’imprenditore Gianni Lamioni. Il tutto si concretizzerà il 25 novembre, con l’acquisto del cento per cento delle quote.

Nel frattempo, la squadra ha ripreso a perdere; Ostiamare, Sangiovannese e Arezzo le ultime tre sconfitte di fila della gestione Guida. Lamioni porta con sé Filippo Vetrini che sarà direttore sportivo e generale, incaricato di ridisegnare la rosa a disposizione di un Liguori inizialmente confermato in panchina. L’avvento della nuova proprietà porta entusiasmo e anche una bella vittoria in casa con il Flaminia. Seguono altri quattro risultati utili che chiudono il girone di andata e fanno pensare che forse si potrebbe puntare anche a qualcosa di più della salvezza. Col mercato di riparazione, tanti se ne vanno e tanti arrivano: torna Cretella dal Livorno, Nannetti, Bruni, Diambo, l’esperto Pasciuti, Gomes, Moscatelli e Giustarini su tutti.

Nomi importanti che però non riusciranno mai a invertire la rotta. Eppure, malgrado la sconfitta bis col Poggibonsi nella prima di ritorno, seguono quattro risultati positivi, prima dell’incredibile ko in casa col Montespaccato che costa la panchina a Liguori. Al suo posto arriva a sorpresa Roberto Cretaz che vincerà la prima partita soltanto il 6 aprile a Civita Castellana. Prima, il brutto fine gara col Livorno che costerà al Grosseto la squalifica del campo e le porte chiuse. Era il 26 febbraio. Da allora, dieci partite sempre lontano dallo Zecchini e solo due vittorie sul campo, più quella a tavolino con la Sangiovannese. Pure lo spareggio col Terranuova Traiana finisce pari, grazie anche a un rigore non visto per gli aretini.

Ecco perché definire la salvezza un piccolo miracolo non è una esagerazione.

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