Il Tirreno

Grosseto

Grifone

Caso traverse, reclamo respinto. Altezza delle porte «regolarizzata»

di Paolo Franzò
Caso traverse, reclamo respinto. Altezza delle porte «regolarizzata»

Il giudice sportivo convalida il pareggio contro la Sangiovannese

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GROSSETO. C’era attesa in casa Grosseto per l’esito del ricorso per la gara di San Giovanni Valdarno, terminata 1-1 che si giocò per volontà del direttore di gara, malgrado l’irregolarità dell’altezza delle porte dello stadio Fedini, poi sanata scavando due fossati – tragicomici – lungo le linee di porta. C’era attesa, ma in fondo in pochi speravano che il giudice sportivo potesse ribaltare l’esito del campo e così alla fine è stato. Un ricorso inutile, quello del Grifone che deve digerire un altro boccone amaro in questa sempre più rocambolesca stagione sportiva.
Ma leggiamo il dispositivo di ieri del giudice sportivo: «Letto il reclamo fatto pervenire a seguito di tempestivo preannuncio dalla Us Grosseto 1912 srl, con il quale si chiede di infliggere alla Asd Sangiovannese 1927 la sanzione della perdita della gara in epigrafe, per avere il sodalizio presentato al direttore di gara, prima dell’inizio gara, specifica riserva scritta in merito all’altezza delle porte e che l’arbitro avrebbe autorizzato lo svolgimento della gara “in condizioni di assoluta irregolarità del campo di gioco”, non avendo la Sangiovannese rimediato alla situazione denunciata dal Grosseto, bensì creato “una sorta di fosso-solco esattamente in corrispondenza della linea di porta che, oltre a rendere disomogeneo il terreno, essendosi creato uno scalino, lo ha reso certamente più pericoloso”». Dopodiché, «lette le contro deduzioni depositate dalla Asd Sangiovannese 1927, con cui si chiede il rigetto del reclamo e la omologazione della gara», viene rilevato: «Come il direttore di gara, nel proprio referto, afferma chiaramente che: la società Grosseto presentava alle 14,28 una riserva scritta che contestava l’irregolarità delle porte del terreno di gioco; il direttore di gara, con l’ausilio dell’attrezzatura messa immediatamente a disposizione dalla squadra locale “accertava che l’altezza di entrambe le porte era di 235 cm”; in seguito a immediati lavori di sistemazione, “la società locale è riuscita a regolarizzare le porte e le sue relative dimensioni”; in ragione di quanto precede la “gara è iniziata con 36’ di ritardo (15,06)».
E ancora: «Rilevato come sempre il direttore di gara, a cui è rimessa ogni valutazione sulla regolarità del terreno di gioco, su richiesta di codesto giudice sportivo, ha inviato un supplemento al proprio referto di gara in cui non offre alcun riscontro alle circostanze lamentate dal sodalizio reclamante, ma a maggior chiarimento dettaglia quanto già esposto, specificando che la società ospitante “ha immediatamente provveduto ad abbassare il dislivello che era presente nelle linee di porta” e successivamente il medesimo primo ufficiale di gara ha provveduto “insieme ai dirigenti e ai capitani delle due squadre” a misurare “la distanza tra l’estremità bassa della traversa e la linea di porta che misurava 2,44 mt, così da rendere regolari le porte del terreno di gioco”».
Morale della favola: 300 euro di multa per la Sangiovannese, risultato del campo confermato e tassa del reclamo a carico ovviamente del Grosseto. Non rimane che cominciare da domani col Flaminia a cercare i punti che mancano. 
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