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Galileo e la mission impossible gli azzurri nella notte europea

di Michele Nannini
Davide Banini e Pedro Gil nella sfida tra Galileo e Forte  dei Marmi (Foto Giorgio)
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Davide Banini e Pedro Gil nella sfida tra Galileo e Forte dei Marmi (Foto Giorgio)

Si parte dal 2-5 dell’andata: «Ci vorrà calma, ma possiamo farcela»

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FOLLONICA. Maledettamente dura. Ai livelli di una missione impossibile. Ma nell’hockey, specie al Capannino, di miracoli sportivi se ne sono visti numerosi, tanto che anche recuperare tre gol al Voltregà nel ritorno dei quarti di finale di Wse Cup non sembra un miraggio irraggiungibile. Certo, il Galileo dovrà fare più che gli straordinari e avvicinarsi alla partita perfetta per recuperare il 5-2 dell’andata ma il calore degli spalti del golfo (inizio ore 21, arbitri Joaquim Pinto e Porfiro Fernandes) potrebbe rimettere in discussione una qualificazione che dopo i primi 50’ di gioco sembra avviata verso la Catalogna.

Si riparte, come detto, dal +3 per Teixido e compagni, maturato in quel folle minuto e mezzo nel secondo tempo quando il Voltregà riuscì a beneficiare di due espulsioni contemporanee a gioco fermo comminate a Cancela e Montigel, di un rigore che “generoso” e del decimo fallo immediatamente fischiato dai direttori di gara lusitani. Vero è però che nel finale il Follonica di occasioni per accorciare ne ha avute, non riuscendo a trasformare in tutta la partita tre tiri liberi, tre superiorità numeriche e un rigore che avrebbero per lo meno potuto rendere meno complicata la scalata odierna.

Azzurri al completo per quello che possono, con l’assenza di Cabiddu e quella di Francesco Banini, forse il giocatore maggiormente in grado di spaccare in due le partite. Ma il Follonica ha dimostrato di stare bene e di poter anche far fronte alle difficoltà di formazione a patto di non sbagliare nemmeno il più piccolo dettaglio, né in copertura, ma soprattutto in zona gol con cinismo, precisione e cattiveria.

«È una partita da dentro o fuori – conferma Sergio Silva, tecnico del Galileo – non dobbiamo solo vincerla, ma farlo con almeno tre gol di scarto per andare quantomeno ai supplementari o addirittura con uno scarto maggiore per chiuderla subito. Vogliamo arrivare a giocarci un’altra final four, penso sia un risultato raggiungibile e anche la squadra ci crede, ci stiamo lavorando dalla sirena finale della partita di andata. Servirà una gara intensa, organizzata, ma con poca fretta perché se pensiamo di recuperare tutto lo svantaggio subito rischiamo di fare ancora peggio. Ci sono 50’ per rimontare e guadagnarci la qualificazione, i gol li possiamo trovare anche nel secondo tempo, basta pensare all’andata quando in due minuti si è deciso il risultato. Abbiamo la qualità per poterci imporre – continua – sarà necessario sicuramente rischiare qualcosa in più del solito, ma senza frenesia e soprattutto avremo bisogno di tanto aiuto da parte del pubblico: sappiamo quanto è importante avere spalti gremiti e carichi, lo abbiamo visto all’andata, se mettiamo tutto assieme con la voglia e la qualità di questa squadra l’obiettivo di qualificarci per il secondo anno a una final four europea è ancora possibile».

Le altre sfide: Braga-Igualada (andata 4-2 per l’Igualada), Lleida-Bassano (andata 2-1 per il Bassano), Coutras-Caldes (andata 3-3). Final four il 22 e 23 aprile.


 

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