Il Tirreno

Grosseto

Grifone Sfumata la pista Favarin. Il nuovo mister è Roberto Cretaz

di Paolo Franzò
Grifone Sfumata la pista Favarin. Il nuovo mister è Roberto Cretaz

L’annuncio nella serata di ieri: il classe ’77 ex Castellanzese operativo da oggi

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GROSSETO. Quando sembrava tutto fatto per l'approdo sulla panchina del Grifone di Giancarlo Favarin, tecnico pisano esperto e navigato e spesso fiero avversario del Grifone in passato, ecco che nella serata di ieri arriva la frenata della società unionista. Il nome di Favarin del resto era stato annunciato già nel dopo gara di domenica scorsa dal patron, Gianni Lamioni, come possibile nuovo allenatore. Difficile capire quali siano stati gli ostacoli che hanno rallentato, se non fatto saltare la trattativa. Una giornata convulsa in casa Grosseto, quella di ieri, anche perché la volontà della proprietà era quella di avere già oggi il nuovo tecnico alla ripresa degli allenamenti, anche perché la squadra è attesa in campionato dal doppio confronto con FolGav e Livorno. Una giornata in cui è circolato anche il nome di Renato Buso, poi smentito dalla stessa società biancorossa. Poi l’ufficialità: il nuovo allenatore è Roberto Cretaz, classe 1977, di Aosta, ex calciatore e reduce da un’esperienza pluriennale da allenatore di Pdha, Lg Trino e Castellanzese. Un comunicato giunto a poche ore da quello che ufficializzava l’esonero per il tecnico Andrea Liguori. Con lui salutano anche il suo vice, Salvatore Bevo, e il preparatore atletico, Michele Mitidieri. Un’avventura complicata quella di Liguori che comunque lascia, non senza rimpianti, con un bilancio di sette vittorie, altrettanti pareggi e altrettante sconfitte, per un bottino di 28 punti che tutto sommato non è neanche male se si considera da dove e come Liguori era partito. Subentrato a Massimo Silva, ha vissuto un doppio passaggio di proprietà, per non dire dell’enorme numero di giocatori che si è ritrovato ad allenare.
Evidente come per nessun tecnico sia facile gestire una situazione del genere, tanto più quando la rosa a disposizione è un continuo mutamento. Liguori ci ha provato, con quella che è la sua idea di calcio e alla fine rimane difficile capire cosa sia realmente accaduto dopo la doppia vittoria con Città di Castello e Ponsacco. Le prestazioni incolori con Trestina e Montespaccato sono state del tutto inattese e a quel punto la decisione della proprietà è diventata inevitabile. Adesso, chi siederà da oggi su quella panchina è atteso da undici finali e da un gruppo da rivitalizzare. 
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