Lutto
Grifone dal nuovo look. Un lifting alla rosa puntando sulla qualità
E oggi allenamento congiunto con la Colligiana
GROSSETO. Doppia seduta ieri per il Grifone che prosegue nel suo programma di allenamenti che deve condurlo alla partita dello "Zecchini" contro il Poggibonsi del prossimo 8 gennaio, prima gara del girone di ritorno. Oggi alle 14,30 sarà effettuato un allenamento congiunto contro la Colligiana (ingresso libero gratuito con unico accesso dalla tribuna laterale nord). Il Grosseto che andrà ad affrontare la seconda parte del campionato è una squadra completamente rivoluzionata e non solo nel suo organico. Basti pensare che il 4 settembre scorso, nel debutto a Poggibonsi, era ancora il Grosseto di Di Matteo, di Silva in panchina e con una rosa completamente diversa. In quella prima di campionato, giocarono appena in cinque dell’attuale organico: Crivellaro, Ciolli, Bruno, Battistoni e Scaffidi. Più Rotondo che entrò nella ripresa.La sessione invernale di mercato, terminata nei giorni scorsi, ha disegnato una rosa completamente nuova a disposizione dell’attuale allenatore, Andrea Liguori. Una rosa soprattutto ridotta numericamente, rispetto alla precedente che contava davvero troppi giocatori. Sono ben 18 alla fine, quelli che hanno salutato il Grifone: Cipolletta, Martino, Tripicchio, Plitko, Tiberi (unico prestito, al Civitavecchia di mister Bifini), Bova, Lazzari, Luzzetti, Mirzoyan, Bramati, Gil, Morelli, Padulano, Panza, Scognamiglio, Baijc, Cauterucci e Fioravanti. Praticamente una intera rosa. Molti di questi peraltro, mai impiegati. A fronte di 18 partenze, sono appena otto i nuovi innesti, ma tutti di qualità: Bruni, Cirillo, Ferrante, Gomes, Pasciuti, Messini, Cretella e Giustarini. Sulla carta, un organico decisamente più snello, più sostenibile economicamente per la società oggi di Gianni Lamioni, più forte del precedente. Ma per tradurre questa ipotetica superiorità rispetto alla squadra precedente non bastano i numeri e le credenziali che i nuovi si portano dietro. Nessuno stenderà tappeti rossi al Grifone che comunque dovrà sudarsi l’obiettivo minimo di chiudere la stagione senza patemi, lontano dalla zona calda della classifica. Ma se l’ottima prova con la Pianese aveva forse illuso qualcuno, il più modesto Ghiviborgo (4-4) aveva subito riportato il Grifone con i piedi ben piantati per terra. Perché è la storia del calcio che insegna come non si vinca nulla con le "figurine", ma esse possono spaccare le partite solo a patto di mettere in campo la stessa identica voglia di un ragazzino che ha fame e voglia di arrivare. Soltanto allora il maggiore tasso tecnico potrà fare la differenza. Umiltà e lavoro. Tanto lavoro per un Grosseto che nel girone di andata subiva poco, ma segnava ancora meno e che adesso va a caccia di equilibrio e di una nuova identità, per mettere le basi per la stagione ventura.
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