Il Tirreno

Grosseto

L’avventura su ruote

Casuccio torna alla Dakar

di Michele Nannini
Casuccio torna alla Dakar

Niente moto stavolta per il pilota follonichese che farà il navigatore su un side-by-side Dal Mar Rosso al Golfo Persico: «Per la prima volta nel deserto più grande del mondo.»

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FOLLONICA. Otto anni dopo l’avventura sudamericana il pilota e navigatore follonichese Matteo Casuccio torna ad assaggiare la polvere della Dakar.
Nel 2015 Casuccio corse la trentasettesima edizione del raid percorrendo sulla sua Gas Gas Ec Raid 450 le novemila miglia fra Argentina, Bolivia e Cile, concludendo alla grande la leggendaria corsa da rookie dopo mille traversie; stavolta farà da navigatore a bordo di un side-by-side Polaris, veicolo fuoristrada a quattro ruote, al conte Ferdinando Brachetti Peretti, presidente e amministratore delegato del gruppo Api-Ip.
L'imprenditore romano, 62 anni, ha ereditato dal padre nel 2007 la guida del gruppo di famiglia Api fondato dal nonno materno; la passione per il fuoristrada risale alla sua gioventù con qualche precedente raid in Australia, Africa e Sudamerica, poi dopo aver provato la piccola vettura americana ha deciso di correre la Dakar con i colori del team francese Extreme Plus.
«Brachetti Peretti è alla sua seconda esperienza alla Dakar – spiega Casuccio – ha già corso il raid sempre sulla una side-by-side riuscendo a finirlo. Ci siamo incontrati per altri motivi qualche tempo fa, gli suggerii che se fosse tornato in gara avrei potuto aiutarlo come navigatore e nei giorni scorsi mi è arrivata la chiamata. È sicuramente un’occasione diversa rispetto a quella nel 2015, saremo in corsa con un pacchetto tecnico e di assistenza molto importante per la categoria e porteremo in gara le insegne di Ip e Api».
Fino al 2017 i side-by-side gareggiavano nella Dakar nella stessa categoria delle automobili prima della creazione di un gruppo a parte destinato solamente a questa tipologia di piccole autovetture.
Il raid che affronterà a partire dal 31 dicembre Casuccio è profondamente diverso da quello vissuto come pilota otto anni fa, la corsa infatti ha vissuto almeno tre diverse esperienze cambiando spesso configurazione e tracciato. Dal 1979 al 2007 era conosciuta come Parigi-Dakar con il percorso che iniziava sotto la Torre Eiffel e, dopo un prologo europeo, attraversava diversi paesi africani e il deserto del Sahara fino ad arrivare a Dakar in Senegal; dopo l’annullamento del 2008 per il timore di atti terroristici nel continente africano gli organizzatori spostarono il raid in Sudamerica mantenendo il nome Dakar nelle undici edizioni corse fino al 2019, poi nel 2020 il nuovo trasferimento stavolta in Asia che ospita la corsa per la quarta volta.
Il tracciato partirà da un sea camp vicino a Yanbu sulla costa del Mar Rosso il 31 dicembre e terminerà a Damman sulla costa del golfo Persico il 15 gennaio 2023 dopo 14 tappe, quasi 5.000 chilometri di prove speciali e un tracciato nuovo per il 70 per cento rispetto al passato, la corsa sarà anche valida come primo round del World rally raid championship.
«Sarà un panorama inedito per tutti gli equipaggi – continua Casuccio – passeremo per la prima volta nel deserto più grosso al mondo, il “Quarto vuoto”, ai confini dell’Oman, completamente disabitato e nel quale troveremo sabbia vera e dune enormi. Per quanto mi riguarda è un ruolo nuovo ma al quale sono pronto, si sa che i motociclisti sono ricercati come navigatori perché se riescono a orientarsi mentre guidano possono essere ancora più concentrati quando alla guida c’è un altro, inoltre la navigazione è un ambito nel quale mi trovo a mio agio viste le precedenti esperienze in barca a vela e dopo aver preso il brevetto di volo. Fra l'altro nel 2015 ho concluso la Dakar senza un minuto di penalità. La sfida che forse più mi affascina sarà però quella nel rapporto con Ferdinando – conclude il navigatore follonichese – è una persona di una caratura enorme, sarà fondamentale gestire questo aspetto perché il binomio funziona se il pilota si fida e il copilota ha la giusta autorevolezza».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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