Il Tirreno

Grosseto

Serie D

Grosseto, il problema è lo stesso: il gol

di Paolo Franzò
Aleksic fermato nell’area della Sangio (foto Bf)
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Aleksic fermato nell’area della Sangio (foto Bf)

Anche con la Sangiovannese il Grosseto ha giocato bene, però è mancato là davanti. Liguori le sta provando tutte, la manovra in effetti produce molto ma non basta

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GROSSETO. Due partite che potevano e dovevano migliorare la classifica del Grifone (Ostiamare e Sangiovannese), ricacciano invece i biancorossi nelle zone basse della classifica, per via di altrettante sconfitte che avranno anche delle attenuanti, ma che in buona sostanza girano storte sempre e soltanto per il solito irrisolvibile problema di questa squadra: il gol. E dire che Liguori le sta provando tutte. Nell’ultima gara con l’innesto dal primo minuto di un Aleksic che ha portato fisicità, buone giocate e anche una rete segnata, salvo poi divorarsi clamorosamente la palla del match. Eppure la manovra offensiva produce. Crivellaro da una parte e Luzzetti dall’altra, di palloni in mezzo ne buttano, così come Tripicchio. A questo aggiungiamo altri otto calci d’angolo battuti che però non hanno sortito manco mezzo pericolo per la porta ospite, nonostante non manchino centimetri ai torelli. Ma allora che fare? Un problema di ultimo passaggio? Certamente c’è molta imprecisione in questo. L’assenza all’ultimo di Bramati, colpito da un attacco influenzale, non ha aiutato il Grosseto. Che pure prova a riempire maggiormente l’area di rigore e a portare al tiro i centrocampisti e qui soltanto la sfortuna ha privato il Grifone di un gol, quando il tiro di Battistoni da dentro l’area di rigore si è infranto sul palo a portiere battuto. Peggiora anche la difesa che ne prende uno dall’Ostiamare e due dalla Sangiovannese, quando prima ne aveva presi appena due in sei gare. Anche se il primo gol della squadra di Firicano è in realtà un cross sbagliato che finisce per beffare Gil, mentre il secondo è frutto di un’uscita sbagliata di un Grosseto che in quel momento era sbilanciato a caccia della rete del vantaggio, colpito dalla rapidità di un diciassettenne che sfrutta un fuorigioco riuscito male dai ragazzi di Liguori. Episodi insomma, ma tutti a sfavore dei biancorossi che adesso dovranno giocare in casa dell’Arezzo senza Cipolletta e probabilmente Bruno e Padulano. Quest’ultimo, l’unico rinforzo che forse poteva accendere l’attacco unionista ma che ancora non abbiamo visto dall’inizio e che si è fatto male proprio alla vigilia dell’ultimo match. Con sei gare alla fine del girone di andata, meglio deporre ambizioni da playoff e concentrarsi davvero su ogni singola partita, perché fare calcoli potrebbe essere pericoloso. Ma soprattutto, guai deprimersi. La miglior medicina e non è un luogo comune, è soltanto il lavoro, unito alla voglia di riscatto.

 

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