Il Tirreno

Grosseto

Grifone bello e sfortunato

di Paolo Franzò
Grifone bello e sfortunato

Prende un palo, va sotto, recupera. Aleksic firma l’1-1 ma si mangia il raddoppio. E alla fine allo Zecchini vince la Sangiovannese, che si dimostra più cinica

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. È un ragazzino del 2005, Leonardo Caprio, ad abbattere nella ripresa un Grifone a tratti bello e certamente sfortunato. La sfida con la Sangiovannese va quindi alla squadra del Valdarno, cinica quanto basta nel concretizzare al massimo le occasioni avute e le disattenzioni dei torelli.
Liguori che è squalificato urla dalla tribuna e la sua squadra stavolta non sbaglia l'approccio alla gara, tanto che dopo appena due giri di lancette potrebbe già passare, con una testata di Aleksic a fil di palo su invito di Tripicchio.
La Sangiovannese spezza il possesso palla maremmano dopo un quarto d'ora con Bellini, partito in evidente fuori gioco, ma è Gil a evitare eventuali polemiche, salvando il risultato. Poco prima della mezz’ora, da una splendida iniziativa di Martino, Battistoni spara a botta sicura, ma il palo gli nega la gioia del primo gol in biancorosso. Così, quando meno te l’aspetti, a passare è la squadra di Firicano, con un cross di Migliori che diventa un tiro beffardo che inganna l’estremo difensore del Grosseto, apparso non impeccabile nell’occasione, ma forse coperto al momento del tiro.
Sangiovannese avanti, ma il Grifone reagisce subito con rabbia e dopo appena otto minuti arriva il meritato pareggio, ad opera di Aleksic, oggi titolare, bravo a finalizzare sotto rete il cross da sinistra di Luzzetti.
La ripresa si apre alla stessa maniera e Tripicchio di testa va subito vicino alla marcatura. La Sangiovannese si vede solo a sprazzi ed episodicamente, ma quando lo fa è sempre pericolosa, come al minuto sette, quando una punizione dal limite di Bellini regala ai tifosi ospiti l'illusione del gol. Ma è il Grosseto adesso a giocare bene e a chiudere gli ospiti nella propria trequarti. La tribuna mostra di apprezzare e al minuto quattordici Martino serve ad Aleksic la più comoda delle palle gol, talmente bella che il centravanti di Liguori centra in pieno il portiere ospite. Grifone che continua a macinare gioco, mentre Firicano lentamente cambia pelle alla sua squadra con un cambio via l’altro.
Così accade che al minuto ventisei una disattenzione della difesa biancorossa viene punita dalla rapidità del giovanissimo Caprio, da poco entrato in campo, bravo a scappare sul filo del fuorigioco e a fulminare Gil in disperata uscita. Liguori dalla tribuna prova a correre ai ripari e richiama Carannante per mettere Rotondo. Più tardi entrerà anche Scognamiglio, al posto di Cipolletta, per cercare di sfruttare i suoi centimetri. Ma il Grifone non ne ha più e riesce solo in un’occasione a essere ancora pericoloso in area ospite.
Grosseto che colleziona calci d'angolo, regalando alla Sangiovannese ripartenze sempre pericolose. La gara termina con l'ennesimo corner, con anche Gil a cercare la deviazione vincente che non arriverà. Così, a far festa è la squadra del Valdarno, accompagnata allo Zecchini dai suoi tifosi, mentre i giocatori biancorossi si prendono anche qualche fischio ingeneroso, perché la prestazione comunque c'è stata, ma a vincere alla fine è stato il cinismo sotto porta degli ospiti.
Per la squadra di Liguori rimane sempre il solito problema; lo scarso feeling con il gol.
Ora i biancorossi sono attesi dalla trasferta in casa dell'ex capolista Arezzo, in cui dovranno fare a meno anche di Cipolletta, ammonito e in diffida. Sei gare al termine del girone di andata, con la classifica che torna a farsi preoccupante, ma anche un calendario che offre possibilità che non possono essere più fallite.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze