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Fabia al Mondiale Ironman

Fabia al Mondiale Ironman

La portacolori del Triathlon Grosseto è per la seconda volta in carriera alle Hawaii: «Non mi spaventa la prova di nuoto nell’oceano, devo fare attenzione a vento e sole»

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GROSSETO. Una portacolori del Triathlon Grosseto, Fabia Maramotti, è nuovamente alle Hawaii nella patria degli Ironman, per disputare, per la seconda volta nella sua carriera, il Mondiale di Kona.

Dopo un anno di gare e allenamenti durissimi, la super atleta grossetana è pronta a dimostrare le sue capacità nel triathlon iroman, una delle manifestazioni più impegnative, alle quali si accede con un “biglietto da visita” importante, con un numero di gare e di punti che permetto di iscriversi. A Kona nacque l’Ironman nel 1977 e nel 1978 la prima gara ufficiale su un percorso di 3,8 km a nuoto (in oceano aperto), 180km in bici (con dislivello totale di oltre 1500 m.) e 42 km di corsa (con dislivello di 300 m.). Alle Hawaii le temperature e le condizioni climatiche si fanno sentire, dando poi vita a condizioni estreme che rendono questa gara unica al mondo.

Fabia Maramotti è supportata dal coach della squadra Triathlon Grosseto Michelangelo Biondi, allenatore Fitri da 3 anni e coach certificato per IronmanCoach. «Fabia è alla seconda partecipazione ai mondiali – dice il presidente della Triathlon Grosseto, Riccardo Casini – Ha concentrato tutta la preparazione per questo appuntamento. Ho avuto la fortuna di provare sulla mia pelle cosa significa partecipare al mondiale a Kona: è una gara brutale dove le condizioni atmosferiche e climatiche condizionano pesantemente tutti gli atleti e avere accanto una persona come Michelangelo Biondi, che ti assiste e ti supporta sia prima che durante la gara sarà fondamentale».

«Non siamo in vacanza – aggiunge Fabia Marabotti – tra l’altro questo è un periodo sbagliato per le vacanze. Ed è proprio a questo clima particolare, avverso e duro, a creare l’atmosfera di questo mondiale. Un’avversità che si aggiunge al valore delle avversarie. La prova di nuoto in oceano non mi spaventa; la sessione dei 180km di bici è un solo giro, lungo, un viaggio intorno all’isola dove il vento e il sole possono compromettere un’intera stagione di preparazione e senza considerare il dislivello notevole. Ma questo viaggio ti offre un panorama meraviglioso, indescrivibile. C’è infine la maratona, tra i famosi “lava fields”, i campi di lava, una strada lunghissima senza un filo d’ombra. Per una triatleta attraversare quel traguardo è una soddisfazione enorme, indescrivibile, che ripaga tutti gli sforzi ed i sacrifici fatti. Un risultato raggiunto anche grazie ai miei amici e supporter di Arena, Ku-Cycling, On-Running e CraftSportswer».

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