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Grosseto

Serie D

Grifone, è crisi nera nello stadio deserto: soltanto 248 abbonati

di Paolo Franzò
Grifone, è crisi nera nello stadio deserto: soltanto 248 abbonati

Timidi segnali di miglioramento nel gioco

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GROSSETO. Per analizzare il momento del Grifone, fermo ancora in fondo alla classifica, senza punti, dopo tre giornate, servirebbero pagine e pagine, perché di argomenti in questo momento storico della società unionista ce ne sono di ogni genere. In meno di un anno il mondo biancorosso si è capovolto e il miglior termometro è rappresentato dai numeri delle presenze allo stadio: 248 abbonati (mai così pochi) e appena 193 biglietti venduti per la gara col Città di Castello. Ora, è vero che Grosseto non è mai stata una piazza da grandi numeri, ma l’allontanamento, il disamoramento, di tanti, troppi tifosi, non può non far riflettere. Oggi il Grifone gioca in una stadio praticamente deserto. La curva tifa solo per la maglia. Questo significa che la nuova proprietà ha veramente tanto da fare per riavvicinare gli sportivi allo Zecchini. Insomma, serve lavorare su tanti fronti e non solo per cercare di migliorare la prima squadra e salvare la categoria, perché quello oggi può essere l’unico obiettivo. Servono fatti concreti che possano convincere gli scettici che Guida non è in Maremma solo di passaggio. Poi la squadra che, con il mercato ormai chiuso, resterà questa fino alla fine del girone di andata, salvo un improbabile colpo last minute tra gli svincolati che possa davvero spostare gli equilibri e dare consistenza ai ragazzi di Liguori. Il nuovo allenatore ha parlato bene dei suoi nuovi giocatori, lodandone disponibilità e voglia di riscatto. In pochi giorni non poteva certo stravolgere tutto e tanto meno pare dotato di bacchetta magica. Eppure qualche timido segnale di miglioramento, almeno nella voglia di provare a costruire una manovra, si è intuito. Certo che se è vero che questa squadra non ha più di un ora di gioco nelle gambe, vien da chiedersi a cosa sia servito il faraonico ritiro precampionato...L’importante è non demoralizzarsi, ma lavorare. La fortuna ha voluto per esempio che un giovane talento, destinato certamente a categorie più importanti, sia a disposizione. Ovviamente parliamo di Niccolò Rotondo, classe 2003. È lui l’unico imprescindibile di una squadra che deve anche capire che non si può chiudere sempre le partite con un uomo in meno. Oggi il Grifone torna ad allenarsi, con qualche giorno in più prima della gara di Ponsacco, spostata a mercoledì 28.

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