Il Tirreno

Grosseto

Serie D

Non c’è pace per il Grifone

Paolo Franzò
Nicola Di Matteo
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Nicola Di Matteo

In serata si è sparsa la voce di una clamorosa vendita a una cordata del Nord. Di Matteo irraggiungibile al telefono, il nuovo diesse Ciccone si dice stupito

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GROSSETO. La serata di un quieto martedì sera grossetano viene squarciata dall’indiscrezione secondo la quale, proprio nella serata di ieri, l’Us Grosseto sarebbe stata venduta. Il presidente (o forse a questo punto ex), con un blitz fulmineo a Roma, avrebbe ceduto le quote (dopo averle interamente acquisite da poco), a una cordata di imprenditori del nord Italia, a capo della quale ci sarebbe l’avvocato romano, Salvatore Guida. Irraggiungibile per tutta la sera, Di Matteo aveva fatto sapere al diesse Michele Ciccone che oggi lo avrebbe informato con precisione su tutta l’operazione e su quello che accadrà. Proprio Ciccone, ancora a Milano in cerca di giocatori per il Grosseto, si è detto stupito e all’oscuro dei dettagli di quanto stava accadendo. Impossibile anche parlare col direttore generale, Pierluigi Petritola. Ieri sera i telefonini o non suonavano o risultavano tutti irraggiungibili.

Le prime indiscrezioni parlavano di un imprenditore di Brescia interessato al Grifone. Poi è venuto fuori il nome di Guida.

Oggi comunque ne sapremo certamente di più. Tra le indiscrezioni, per un ruolo nel Grifone, anche quella relativa al nome di Andrea Mussi, ex calciatore e lo scorso anno responsabile scouting del Siena. In precedenza, Mussi aveva ricoperto il ruolo di direttore dell’area tecnica del Carpi. Di sicuro, se tutto questo oggi verrà confermato, siamo di fronte a un qualcosa di clamoroso, anche se nella storia sportiva di Di Matteo non mancano i precedenti, sebbene in termini differenti. Tra Imolese, Teramo, Spal, Mantova e Centese, in ordine sparso e non sempre come patron, l’attuale ormai forse ex presidente biancorosso non è mai rimasto per troppo tempo, per un motivo o per l’altro.

Ma perché Di Matteo avrebbe venduto così all’improvviso, dopo aver peraltro da poco ingaggiato proprio un nuovo direttore sportivo? Forse per una piazza che fin dall’inizio non ha mai mostrato di apprezzarlo troppo? Non solo per parte della tifoseria che lo ha da sempre osteggiato, ma forse perché sperava in una maggiore vicinanza da parte del tessuto imprenditoriale locale? Se tutto verrà confermato, oggi lo sapremo con esattezza, ma è chiaro che sebbene questa operazione sia passata sotto traccia e in silenzio, i contatti con il nuovo gruppo non possono essere nati in quattro e quattr’otto. Di Matteo aveva preso il Grosseto dai Ceri sul finire dello scorso anno, arrivando in città con tanti proclami e con la volontà di salvare la squadra, allora in Lega Pro. Operazione non riuscita, soprattutto per un mercato di gennaio che non aveva minimamente rinforzato la squadra che avrebbe chiuso la stagione mestamente all'ultimo posto. Di tutto questo, Di Matteo si era rammaricato, annunciando un’estate fatta di domande di ripescaggio, mercato importante e portando un tecnico navigato come Massimo Silva, chiamato alla guida della riscossa. Grifone in ritiro questa estate in due location diverse; roba da serie A insomma, solo per le spese. Grosseto che contemporaneamente lancia il calcio femminile e mette su un organigramma mai visto in serie D. Poi l’inizio della stagione, prima con il ritorno e il nuovo addio di Cretella. Poi con quello del diesse e quindi la squadra, con l’eliminazione immediata dalla Coppa Italia, il pesante ko di Poggibonsi nella prima di campionato e una squadra che non convince. E adesso? Verrebbe da dire: povero Grifone.

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