Il Tirreno

Grosseto

Calcio rosa. Grosseto deferito

Paolo Franzò
Una seduta di allenamento di calcio femminile (foto di archivio)
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Una seduta di allenamento di calcio femminile (foto di archivio)

La Procura federale contesta all’ex presidente Mario Ceri di non aver allestito l’U15. «Ma abbiamo ceduto tutto il 24 dicembre, l’adempimento spettava alla nuova proprietà»

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GROSSETO. Non c’è davvero pace per l’Us Grosseto, da quando è avvenuto il passaggio di proprietà dalla famiglia Ceri all’attuale presidente Di Matteo. Lo scorso 18 di agosto, la società unionista e con loro anche la vecchia proprietà, ovvero proprio Mario e Simone Ceri sono stati deferiti dalla Procura federale, per non aver in pratica messo in piedi una formazione femminile Under 15, requisito a quanto pare necessario per le società di Lega Pro, al fine di evitare possibili sanzioni.

Nella giornata di ieri, sia Mario che Simone Ceri hanno voluto spiegare il reale svolgimento dei fatti. In una nota, Mario Ceri dice: «Credo sia dovuta da parte mia una precisazione riguardo a questo presunto mancato adempimento – spiega appunto l’ex presidente – Al momento dell’iscrizione dell’Us Grosseto 1912 srl al campionato professionistico di Lega Pro 2021/22, tutti gli adempimenti relativi al calcio femminile, ivi compreso quello di cui al mio deferimento, erano procrastinati fino al 1 febbraio 2022, così come è facile riscontrare dai comunicati della Lega di quel periodo. In data 24 dicembre 2021 finiva la mia operatività ed iniziava quella della nuova proprietà, con l’espletamento delle pratiche per il cambio delle cariche societarie avvenuto lo stesso 24 dicembre. La nuova proprietà era edotta sia sulla scadenza del 1 febbraio 2022 dell’iscrizione della U15 femminile o in alternativa era percorribile un accordo con altra società che la facesse per conto dell’Us Grosseto 1912, tanto è testimoniato dal lavoro dell’allora direttoregenerale, Emilio Capaldi. È evidente quindi che al momento del cambio delle cariche (24 dicembre dello scorso anno) e della cessione delle quote (30 dicembre scorso), la nuova proprietà aveva ancora quaranta giorni per ottemperare alla scadenza prevista dalle licenze nazionali».

Sempre nella mattinata di ieri, per fare ancora più chiarezza, era intervenuto anche Simone Ceri: «A qualcuno piace mettere un po’ di zizzania, ma noi siamo tranquilli, perché la scadenza per l’iscrizione della squadra femminile era il primo febbraio di quest’anno, mentre noi abbiamo cessato la nostra operatività il 24 dicembre scorso. Abbiamo ceduto la società nello stato di fatto in cui si trovava, ovvero senza una femminile e loro questo lo sapevano bene, tant’è che l’allora direttore generale Capaldi ci lavorava da tempo».

Vedremo prossimamente quindi se il Grifone verrà sanzionato o meno. Intanto si attendono novità dal mercato, con il debutto di Poggibonsi ormai alle porte.


 

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