Gioco
Ambra Sabatini e tutti quelli che ce l’hanno fatta: sport e disabilità nel nuovo libro di Franco Esposito
Stasera la presentazione nella sede della Pro loco con gli atleti Gualtieri e Nacci
GROSSETO. C’è Ambra, naturalmente. Ma ci sono anche Martina, Monica, Assunta, Jacopo, Davide, Agnese, Mersed, Antonio, Alessandro e ancora decine e decine, se non centinaia. Sono quelli che hanno avuto una seconda chance, o che non si sono mai arresi per arrivare alla prima e conquistarsela. Aggiungiamo i cognomi delle prime quattro, quelle più celebri: Sabatini, Caironi, Contrafatto, Legnante. Sono le campionesse degli sport paralimpici e sperimentali, che insieme ad altri più o meno oscuri ma tenaci donne e uomini stanno facendo un “rumore” mai sentito prima, inimmaginabile fino a quaranta anni fa, un tam tam che sta coprendo tutta la terra.
Loro non potevano mancare nel taccuino di Franco Esposito, che pure aveva già affrontato temi similari in “Il calcio a modo loro”, storia della Nazionale amputati. Il giornalista partenopeo ma ormai grossetano a tutti gli effetti li ha messi in fila per la sua ultima fatica letteraria per i tipi di Absolutely Free Libri, “L’insuperabile è imperfetto – La Fispes e i suoi splendidi atleti, lo sport come spinta per vivere”, stasera alle 21 al centro dell’incontro nella sede della Pro loco in piazza del Popolo, presenti gli atleti Igor Gualtieri (disco) e Leonardo Nacci (calcio a 7) . E se l’aspetto umano, oltre che quello spiccatamente agonistico, aveva pienamente già rivestito i protagonisti dei suoi precedenti libri, questa volta Franco ci ha messo qualcosa di più. Inevitabilmente. Lo dice lui stesso: «Mi ha arricchito registrare le toccanti esperienze e scriverne il vissuto al limite dell’incredibile. Ritengo di essere migliore, ora. Grazie di cuore».
E così è un rapporto biunivoco quello che si è instaurato tra giornalista e atleta: entrambe le parti hanno dato e avuto qualcosa. E si percepisce benissimo nelle pagine che raccontano di drammi e speranze, di apparenti condanne e splendidi riscatti. L’esempio più vicino a noi è quello di Ambra Sabatini, recentissima Grifone d’oro. «Nulla è impossibile. I limiti esistono e si costruiscono solo nella propria mente», dice la campionessa paralimpica di Tokyo, in copertina sul libro. Già, ma se non ci fosse una struttura alle spalle, se non ci fosse stato e ci fosse ancora chi ci crede, qualsiasi tipo di volontà sarebbe vana. E per questo Esposito ha lavorato a stretto contatto con la Fispes, con Sandrino Porru prima profeta e poi determinato attuatore di una politica che si è imposta ovunque, fino agli allori a cinque cerchi.
E così, oltre alle storie personali di persone che sembrano (sono) normali in tutto e per tutto, che praticano incredibilmente sport piuttosto complicati se non sconosciuti come il rugby in carrozzina, che hanno costruito famiglie e reti di amicizie forse impensabili se non con un salto triplo di mentalità, ci sono le realtà dello Junior camp, una struttura costruita dalla Fispes per le famiglie e insieme alle famiglie. Perché la disabilità non ha età come non ha età nemmeno lo sport. E, come se non bastasse, il volume (300 pagine) è arricchito dalla prefazione di una fuoriclasse della penna come come Emanuela Audisio: «Giusto non buttarsi giù – scrive – sentirsi fieri di se stessi, del proprio lavoro, perché questo mondo è di tutti. Deve esserlo. E grazie a chi fa di tutto per dimostrarlo».
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