Lutto
Debuttanti e vecchie glorie. La grande famiglia degli arbitri
Serata speciale per la sezione Aia di Grosseto che ha festeggiato alla Sala Eden la fine di un anno impegnativo, complicato ma anche ricco di soddisfazioni
GROSSETO. Pochi istanti per decidere, con tutti gli occhi puntati addosso. Urlano i giocatori, urlano i tifosi. Ma l’ansia non sale. L’arbitro si prende qualche istante per decidere. Fischiare o non fischiare, dare quel rigore, tirare fuori quel cartellino. In campo è solo ma ha una squadra che lo sostiene. Una squadra di arbitri, una famiglia. Veterani e vecchie glorie, nuove leve e ragazzi che stanno consolidando la loro carriera, guidati dal presidente Luca Furzi. È la sezione di Grosseto dell’Associazione italiana arbitri, che venerdì ha festeggiato nella Sala Eden la fine di un anno impegnativo, che ha visto molti arbitri fare quasi sempre il doppio turno (sabato e domenica). «Essere arbitro è importante, ma è importante anche avere un riferimento territoriale. Samo una sezione piccola ma stiamo diventando grandi, perché ci sono persone che stanno crescendo molto», dice Furzi.
L’APPELLO
La Toscana è un po’ il fiore all’occhiello dell’arbitraggio italiano e i ragazzi della sezione del capoluogo maremmano non sono da meno: molti di loro stanno ottenendo ottimi risultati, arrivando a dirigere partite di portata nazionale, fino in Lega Pro. Ma sono pochi. Anzi, non abbastanza. «Negli ultimi due anni non abbiamo potuto reclutare nuovi iscritti perché non si potevano svolgere i corsi – spiega il vicepresidente Marco Lamioni – Ma la vita è andata avanti, quindi alcuni hanno smesso, altri si sono trasferiti per lavoro. Non c’è stato il solito ricambio generazionale». Settantadue gli iscritti. Una cinquantina gli effettivi, ossia quelli che scendono ogni settimana in campo. «Servirebbero almeno 20 in più – continua Lamioni – Adesso riusciamo a coprire tutte le partite grazie ai ragazzi che fanno il doppio turno, ma a volte non basta. Quest’anno abbiamo collaborato spesso con le sezioni di Siena e Piombino, che hanno inviato alcuni loro iscritti a dirigere partite in provincia». I corsi sono gratuiti e inizieranno a ottobre. Bisogna solo comprare delle scarpette. Possono iscriversi ragazzi e ragazze dai 14 anni in su. Addirittura, dai 14 ai 19 è possibile fare il doppio tesseramento come arbitro e come giocatore. Al momento non ci sono donne iscritte alla sezione Aia di Grosseto, anche se in passato ce ne sono state.
I PREMIATI
Sul palco sono saliti arbitri e osservatori che quest’anno si sono distinti. I loro nomi sono stati accompagnati dagli applausi dei colleghi e da bonarie prese in giro. Primi a essere premiati i ragazzi che hanno diretto per la prima volta una partita. Molti non hanno ancora 18 anni: Emilio Baldassarri, Vittorio Babbanini, Daniele Guarini, Alessandro Bovenga, Andrea Ferrini e Francesco Fiorini. I coach, i veterani, li guardano soddisfatti. «L’arbitraggio ti permette di fare un’incredibile crescita a livello mentale. Tutti dovrebbero fare qualcosa di simile nella vita», dice Lamioni. Esperienze del genere ti cambiano, perché si deve imparare a essere responsabili e diplomatici, a mediare, a farsi rispettare, a prendere decisioni in un secondo. Bisogna essere tenaci. Lo sa bene uno dei ragazzi che quest’anno ha diretto la sua prima partita. Chiamò in sezione dicendo di voler fare l’arbitro. «Però non sono in forma». E da quel giorno non si è mai fermato. Ha iniziato ad allenarsi e ha perso decine di chili, grazie alla sua forza di volontà e al sostegno di questa nuova famiglia. Quest'anno i “figli d’arte” Leonardo Scavuzzo e Andrea Cava, e Leonardo Giuliarini hanno debuttato in Seconda categoria. Nicola Mascelloni in Eccellenza. Carmelo Randello è diventato osservatore nazionale e Giacomo Robecchi in serie D, stessa categoria in cui Stefano Giordano ha iniziato ad arbitrare. Sono stati premiati i coach, la vecchia guardia. Sono stati i debuttanti a premiare Roberto Benassi, arbitro dallo scorso millennio e formatore; Luigi Scavuzzo, osservatore gal, Roberto Bocci, Riccardo Tafuro, Gabriele Mencagli, Federico Lazerini e Alessio Bargagli, che ha ricevuto anche il premio speciale della sezione. Per lui applausi ancora più forti, perché è stato presidente della sezione per dieci anni. Un amore, quello per l’arbitraggio, lungo più di 30 anni: ha iniziato nel 1988 da adolescente. Premiato anche un altro veterano: Francesco “Ciccio” Maietta, arbitro dal 1989, osservatore e rappresentante Aia per il giudice sportivo. Si è guadagnato una menzione speciale anche Lorenzo Giuggioli, classe 1989, il primo assistente della sezione grossetana a partecipare a una partita col Var. Gianluca Stella, classe ’92, dall’1 giugno è assistente in serie D. Premio speciale anche per Massimiliano Gullà. L’arbitro che si è distinto più di tutti è stato Marco Boscagli, che ha ricevuto il premio.
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