Sicurezza
Grosseto, ripescaggio in Serie C: ecco perché non è impossibile
Il consulente Nacciariti: «Ci sarebbero quattro società di C non in regola». In attesa dell’ufficialità, il club lavora per sistemare carte federali e fideiussioni
GROSSETO. Proprio quando il ripescaggio sembrava allontanarsi per l’esiguità dei posti da coprire (due, lasciati vuoti da Teramo e Campobasso), sono improvvisamente aumentate le possibilità dell’Us Grosseto di tornare in C. «La Federazione ha lasciato intendere – sottolinea Marco Nacciariti, consulente esterno assoldato dal presidente Nicola Di Matteo – che saranno probabilmente quattro le formazioni di serie C non a posto, dopo un ulteriore controllo della Covisoc».
Una notizia accolta con soddisfazione dalla dirigenza biancorossa, pur in attesa dell’ufficializzazione. Domani il consiglio federale della Figc comunicherà le posizioni irregolari e ci saranno dieci giorni per poter adempiere agli obblighi. Già il 9 l’Usg potrà iscriversi alla serie D, requisito essenziale per fare domanda di ripescaggio al prossimo torneo di serie C. «Le carte federali si stanno mettendo dalla nostra parte – prosegue Nacciariti – Entro il 18 luglio, se saranno confermate le squadre non iscritte (che potranno presentare ricorso), dovremo presentare due fideiussioni, una di 350.000 euro e una di 300.000 e versare 300.000 a fondo perduto. Noi ci siamo e stiamo lavorando per rispettare».
Con i quattro posti a disposizione, uno andrebbe alla Fermana (che a dire la verità non ha sciolto ancora le riserve), un altro alla Torres, rappresentante di serie D, e il terzo al Grosseto, che è piazzato al secondo posto nella graduatoria delle squadre retrocesse dalla C, con il quarto ad un’altra di D.
Risposta a Simone Ceri
L’Us Grosseto 1912, intanto, in una nota, si dissocia totalmente dalle dichiarazioni rilasciate al Tirreno dal suo socio di minoranza, Simone Ceri. «Certi del nostro operato e di quanto fatto fino ad ora, soprattutto a livello economico, per ripianare la situazione debitoria pregressa – ha spiegato la società – provvederemo a tutelare la nostra immagine nelle sedi opportune». «Questo è un momento delicato per tutti gli appassionati e gli amanti del Grifone; un momento in cui il presidente Nicola Di Matteo ha fatto e sta facendo di tutto per non far scomparire la società e anzi riportarla nel calcio che conta, intervenendo con il proprio patrimonio». «L’unica cosa che vorremmo – conclude l’Usg – è non ricevere attacchi lesivi all’immagine della società o alle persone che ne fanno parte, anche perché solo due settimane fa abbiamo subito prima l’atto vandalico al centro sportivo di Roselle e poi l’aggressione al nostro magazziniere del centro sportivo».l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
