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Giammarioli non è più il ds Al suo posto è in arrivo Patti

Paolo Franzò
Giammarioli non è più il ds Al suo posto è in arrivo Patti

Il presidente Di Matteo ha cercato di trattenerlo ancora in biancorosso «Grazie per la stima, ma è giusto così. Peccato aver lasciato così presto» 

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GROSSETO. La notizia era nell’aria già da tempo e da ieri è anche ufficiale: Stefano Giammarioli non è più il direttore sportivo del Grosseto. “L’Us Grosseto – si legge nella nota ufficiale – comunica di aver rescisso consensualmente il contratto con il direttore sportivo Stefano Giammarioli. La società ringrazia il direttore per l’impegno e la professionalità sempre dimostrati in questi mesi e gli augura ogni successo per il futuro. Il ruolo di futuro direttore sportivo sarà ufficializzato nei prossimi giorni”.

Anche questo non è più un segreto, con il ruolo che verrà ricoperto da Matteo Patti. Giammarioli quindi saluta, non senza qualche rimpianto, ma comunque con tanti ringraziamenti e nonostante che il neo presidente Nicola Di Matteo abbia insistito sino all’ultimo per trattenerlo in biancorosso. «Ringrazio il presidente Di Matteo per la stima e per la gentilezza, ma è giusto così», commenta Giammarioli.

Rimpianti? «Beh, quando ero venuto a Grosseto pensavo e speravo in un rapporto più lungo. L’idea dei Ceri, con cui siamo in ottimi rapporti, direi di amicizia ormai, quella del calcio a modo nostro, mi aveva riportato indietro ai tempi del Gubbio e mi piaceva tantissimo. Purtroppo questo cambio di proprietà ha cambiato tutto e non me lo aspettavo, anche se capisco. Quello che posso dire è che lascio un ambiente bellissimo, familiare. Un rapporto sotto l’aspetto umano e morale di alto livello. Porterò Grosseto nel cuore. Una città in cui in poco tempo ho costruito amicizie vere e ottimi rapporti con tutti. Spiace perché sono nel calcio da tanti anni e speravo con la mia professionalità di poter fare di più, anche se qualcosa comunque alla fine lascio, come i tanti giovani della rosa e alcuni di loro credetemi, sono seguiti da mezza Italia e qualcuno sono certo che arriverà molto in alto. Certo, fare mercato con pochi soldi non era facile, ma con le idee e la fiducia che la società aveva in me, oltre al rapporto di amicizia con Lamberto Magrini, eravamo pronti anche per il mercato di riparazione. Lasciare così, a metà stagione, non mi piace e per questo dico che spero che sia solo un arrivederci».

Alla squadra cosa dice, lei crede che possa ancora salvarsi? «È una squadra composta per lo più da tanti giovani che hanno bisogno di tranquillità e accusano gli umori negativi della piazza che invece gli deve stare vicino. Ai ragazzi dico di isolarsi e fare gruppo. Fare i professionisti a tutto tondo e crederci fino alla fine, un passo alla volta. Intanto, cercando di allontanarsi dall’ultimo posto, poi cercando di rimanere agganciati al treno dei playout e alla fine, se possibile, puntare anche alla salvezza diretta. Mi spiace solo di non potergli più stare vicino fisicamente, ma se ci credono, possono farcela».

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