Gioco
«Dare una mano era un obbligo Ritrovo tanti miei ex compagni di squadra»
GROSSETO. «La società ha sempre creduto in me. In una situazione non semplice come questa, dare una mano a David Furi era d’obbligo».
Marco Santolamazza spiega in due poche parole com’è nata l’opportunità di diventare capo allenatore della Gea. «Il presidente mi ha chiesto la disponibilità prima di Natale – aggiunge - e l’ho data immediatamente, mettendo come condizione di proseguire la mia avventura sulla panchina della Prima divisione, per correttezza con i miei ragazzi. Non ho avuto esitazioni quando mi ha chiesto di iniziare questa esperienza con Luca Faragli. Con lui ho sempre avuto un ottimo rapporto, ci compensiamo: lui tecnicamente è più avanti di me, io posso tenere i rapporti con i giocatori».
Santolamazza prima di dare l’ok definitivo si è anche confrontato con Pablo Crudeli: «Siamo stati compagni di squadra, rivali ed è stato il mio allenatore. Il nostro è un ottimo rapporto, mi sembrava giusto parlarci». Come sarà la Gea di Santolamazza e Faragli? «Abbiamo una base tecnica importante creata da Pablo, cercheremo di coinvolgere nel nostro progetto il maggior numero di giovani, dare loro un minutaggio migliore, ma allo stesso tempo senza perdere terreno in classifica. Ritrovo tanti ex compagni di squadra che mi aiuteranno nel lavoro, a cominciare dai veterani Furi, Mari, Morgia, Ricciarelli e Roberti. I playoff sono un obiettivo che non possiamo mancare, con la volontà di non fermarci al primo turno. Punteremo ad un rinnovamento, rimanendo competitivi. Non è facile ma ripartiamo da un buon gruppo».
Dopo 23 anni di prima squadra e due da allenatore-giocatore per Santolamazza, si apre un nuovo capitolo: «Il basket è entrato nella mia vita a sei anni, ma da oggi mi trovo davanti una pagina bianca, un test per me e gli altri. Questo sport mi ha dato gioie, come le vittorie dei campionati o la Coppa Toscana con Pablo contro la Virtus Siena, ma anche dolori. Ho fatto sacrifici che sono stati ripagati, quando vado fuori la gente mi riconosce e mi rispetta e questo è appagante. Metterò tutto me stesso in questa nuova avventura».
M.Cal.
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