Toscana
Simone Ceri: «Eravamo presi per la gola Per questo abbiamo ceduto il Grifone»
A Radio Sportiva l’ex vicepresidente parla anche di uno striscione contro Di Matteo comparso a Imola Ghirelli (Lega): «Quell’indagine è terminata, certe verifiche spettano comunque alla Federazione»
Paolo Franzò
GROSSETO. Fa ancora rumore a distanza di giorni, la cessione del Grosseto calcio dai Ceri a Di Matteo. Sono di ieri uno striscione tutt’altro che simpatico comparso a Imola, dedicato dai tifosi emiliani al loro ex presidente e da pochi giorni patron del Grifone, così come l’intervento di Simone Ceri, ex vice presidente biancorossi a Radio Sportiva. «La nostra situazione era grave – spiega Ceri – non credo più grave di tante altre realtà della Lega Pro, ma per noi che non siamo disposti a inventare artifizi per sistemare un bilancio era una situazione seria. Siamo stati incalzati sia dal nostro commercialista sia dalla Covisoc che è venuta a controllare i nostri conti e alla consapevolezza si è aggiunta un po’ di paura: e nel momento che sei impaurito sei più debole e siamo stati azzannati».
Poi, sulla reazione dei tifosi del Grifone: «Abbiamo chiesto delle cose, partendo dal presupposto che non avevamo grande scelta, il rischio era di schiantarci noi e il Grosseto, eravamo presi per la gola in realtà: abbiamo chiesto la sostituzione della fideiussione da presentare alla Lega ed è stata prontamente fatta in una banca grossetana in 5 giorni, hanno versato quello che dovevano versare, e quindi da quel punto di vista non sono attaccabili. Per il resto c’è un Comitato Etico che giudica non so in base a cosa, oggi mi è stato inviato uno striscione contro Di Matteo che è spuntato a Imola, evidentemente forse qualcosa non è andato per il verso giusto da altre parti… vedremo cosa delibererà il Comitato Etico, nell’eventualità noi saremo qui. Nel caso saremo pronti a fare marcia indietro, naturalmente tenendo presente la situazione e avendo passato il momento di smarrimento ansia e paura, a metterci a cercare soggetti che non abbiano dubbi su pregressi che a mio avviso dovrebbero bastare a tenerli fuori dal calcio».
Un intervento al quale al momento risponde Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro: «Quell’indagine (riferito alle dichiarazioni sulla Camorra di Di Matteo. ndr) terminò – spiega Ghirelli – Non entrò nella “black list” perché ci fu una rettifica da parte del tentativo di proprietà sul Teramo: sul passaggio del Grosseto credo che però per tutte le misure il dominus in questo caso è la Federazione, la Federazione farà le verifiche e dopo di che si vedrà da queste cosa verrà fuori. Mi dispiace che la famiglia Ceri abbia deciso di lasciare perché aveva costruito negli anni un rapporto positivo e li ringrazio del lavoro che hanno svolto».
Sullo sfondo, una mancata trattativa con l’ex patron Piero Camilli che stando ad alcune indiscrezioni si sarebbe offerto per rilevare il club. Alla nuova proprietà non rimane che smentire ogni timore con i fatti.
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