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Grifone, è cominciata la gestione Di Matteo Ceri: «Dispiaciuti ma i costi erano insostenibili»

Paolo Franzò
Grifone, è cominciata la gestione Di Matteo Ceri: «Dispiaciuti ma i costi erano insostenibili»

Un comunicato ufficiale ha sancito il passaggio di proprietà. «Il nuovo presidente? Merita certamente fiducia»

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Paolo Franzò

GROSSETO. Manca ancora un passaggio: «Quello dal notaio per il trasferimento delle quote e il saldo del pagamento», spiega Mario Ceri. Passaggio che si completerà al più tardi nei primi giorni del nuovo anno e per il Grosseto si chiuderà la stagione legata alla famiglia Ceri, mentre comincerà quella di Nicola Di Matteo e del suo gruppo.

È un comunicato della società unionista di ieri sera a spazzare via gli ultimi dubbi: “L’Us Grosseto comunica di aver proceduto al cambio del proprio organo amministrativo con le dimissioni dell’intero Cda e con la nomina ad amministratore unico del signor Nicola Di Matteo. Nei prossimi giorni sarà perfezionato il passaggio del pacchetto di maggioranza al gruppo rappresentato dal signor Di Matteo, mentre una quota di minoranza resterà alla famiglia Ceri. I dettagli dell’operazione saranno comunicati a seguito della chiusura del passaggio”.

È l’ormai ex presidente del Grifone, Mario Ceri a spiegare meglio nel dettaglio quel che accadrà: «Ovviamente cercheremo di chiudere quanto prima, anche perché il nuovo gruppo ha necessità di operare subito sul mercato di riparazione, per rinforzare la squadra sin dalla ripresa del campionato». Possibile una chiusura entro il 31 dicembre, più probabile nei primi giorni di gennaio. Resterete in società, come più volte si è detto negli ultimi giorni? «Resteremo con una quota di minoranza, soprattutto per fare da garanti nei confronti dei nuovi proprietari e anche per le nostre conoscenze di sponsor e territorio. Poi con quali competenze vedremo nei prossimi giorni».

Come avrete visto, parte della tifoseria non ha preso molto bene questa cessione del Grifone, qual è il suo pensiero? «Voi sapete che abbiamo sempre ripetuto di non voler cedere il Grosseto in mani sospette. Vi assicuro e lo dico a tutti i tifosi biancorossi che abbiamo acquisito tutta la documentazione possibile sulle persone e sulle aziende a loro collegate che si sono presentate per acquistare la società. Insomma, abbiamo fatto tutti gli accertamenti possibili e per noi sono persone meritevoli di fiducia. Non trovo giusto giudicare così una persona solo per le sue origini. Guardate che Di Matteo a 15 anni è emigrato al nord per costruire la sua fortuna e certe sue frasi io le leggo proprio in quel senso; che se fosse rimasto a vivere giù, probabilmente avrebbe dovuto abbracciare una vita diversa. Circa Capaldi invece, posso solo dire che tutte le persone che conosco nel mondo del calcio me ne hanno parlato solo benissimo. Ripeto, siamo primi a non volere che il Grosseto finisca in mani poco sicure e abbiamo controllato tutto quello che si poteva controllare».

Impossibile parlare di cifre, ma quel che è dato sapere è che il gruppo Di Matteo ha già liberato la fideiussione dei Ceri, attraverso le proprie banche, e che l’amministrazione comunale è a conoscenza di tutta l’operazione che verrà descritta in una conferenza stampa appena tutto si sarà concluso. Anche perché il Centro sportivo di Roselle fa parte del pacchetto e la sua gestione, passa in toto alla nuova società: «È così. Contestualmente anche il mutuo che pagavamo noi per la gestione, passa al nuovo gruppo. Poi vediamo, ci sta anche che ci chiedano di continuarne la gestione. Dobbiamo ancora definire tante cose».

Qual è il motivo che vi ha portato a dire basta? «Alla lunga la Lega Pro diventa insostenibile per noi e abbiamo una azienda con dei dipendenti che non vogliamo mandare in malora per il calcio. In questi anni abbiamo provato con una gestione oculata, ma è impossibile anche così. Credetemi, mi dispiace tantissimo, ma è anche vero che mi sono divertito fino alla serie D. Questo calcio dei professionisti, non mi diverte per niente».

Per cui non è da escludere che vi rivedremo alla guida di qualche società dilettantistica in futuro? «Non posso escluderlo. Ripeto, il calcio nei dilettanti ci piace. Prima però, pensiamo a chiudere la nostra storia col Grifone».

Cosa accadrà adesso alla squadra? «Se ne occuperanno loro, ma è chiaro che arriveranno nuovi giocatori. Insomma, la squadra cambierà volto e forse anche guida tecnica, ma questo davvero non lo so».

Termina insomma, salvo colpi di scena, la bella stagione dei Ceri che dal 2017 a oggi ha fatto veramente sognare il popolo biancorosso con il suo modo genuino di intendere il calcio. Dall’Eccellenza alla Lega Pro e tante soddisfazioni sul campo. Il gruppo Di Matteo eredita un passato pesante e a loro i tifosi in fondo chiedono solo trasparenza e gestione oculata della società, prima ancora dei risultati.

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di Redazione web