Il Tirreno

Grosseto

Cresciuti in autostima con la tripletta micidiale

Maurizio Caldarelli
Cresciuti in autostima con la tripletta micidiale

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GROSSETO. Per uscire da uno dei momenti più difficili della storia del Grifone serviva uno scossone, una scintilla. I ragazzi di Lamberto Magrini hanno scelto la partita più attesa dell’anno per cambiare il volto ad una stagione fino ad adesso magra di soddisfazioni. L’attacco più sterile tra tutti i campionati professionisti ha bussato tre volte sul campo di una big. Nel primo tempo, pur subendo quasi costantemente l’arrembaggio dei ragazzi di Maddaloni, il Grifone ha tremato solo su un missile dal limite di Favalli che è andato a sbattere sulla traversa, per il resto solo tanto pressing senza grossi pericoli.

Nella ripresa il bunker costruito dal Grosseto sembrava poter crollare: il portiere Barosi ha fermato il tentativo del follonichese Tommaso Bianchi, ma poi Terzi ha punito una retroguardia, per la prima e unica volta disattenta. L’1-0 poteva essere la fine di un sogno, invece il fatto di aver risposto dopo 3’ con l’incornata di Salvi ha cambiato il match. Il Siena, dopo essere stato recuperato, ha perso la bussola, riuscendo a mettere insieme solo un tiraccio di Montiel. Il Grosseto è cresciuto in autostima e aiutato dagli innesti di Cretella, Boccardi, Fratini e Artioli è tornato ad essere quello spietato arrivato l’anno scorso al secondo turno dei playoff. I due contropiede che hanno permesso di tornare a brindare al “Rastrello” dopo quasi mezzo secolo sono stati micidiali e frutto del lavoro della difesa e dei centrocampisti che hanno supportato la squadra e servito gli attaccanti Moscati (secondo consecutivo) e Artioli, che hanno fatto impazzire di gioia la curva biancorossa.

Maurizio Caldarelli

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