Gioco
Grosseto, più in basso di così non si può: il derby col Siena è già l’ultima spiaggia
La Curva Nord si mobilita per la super partita in casa della Robur: c’è bisogno di un’impresa per riaccendere l’entusiasmo
GROSSETO. La prima risposta - forte - al momento nerissimo del Grifone arriva dalla tifoseria biancorossa. Ci sono i pullman per seguire la squadra a Siena. Si gioca sabato 27 novembre alle 17,30. Per prenotarsi rivolgersi a Parrucca, in via Oberdan. Costo 15 euro. In attesa di poter acquistare i biglietti per il settore ospiti del Franchi. Le disposizioni verranno rese note a breve. Il messaggio della Curva Nord è chiaro: «Per la città e per la maglia». Il derby col Siena, del resto, non potrà mai essere una partita come le altre per i tifosi biancorossi. Tante, tantissime le battaglie sportive tra le due squadre in oltre cento anni di storia, per una rivalità sportiva che potrebbe riempire le pagine di un libro. I cugini della Robur hanno vissuto anni gloriosi anche in Serie A, prima di sprofondare di nuovo nei dilettanti. Il Grifone la massima serie l’ha solo sfiorata, nell’era Camilli. Poi il crollo. Quindi la risalita. Un anno fa di questi tempi i torelli stupivano al primo anno di Lega Pro, mentre il Siena annaspava in Serie D. I bianconeri sono stati ripescati l’estate scorsa e oggi viaggiano nel gruppo di testa della classifica. Inutile dire che la partita di sabato si presenta con un pronostico nettamente a favore dei bianconeri, quarti a quota 23 punti.
Il Grosseto arriverà alla partita più attesa della stagione con un ruolino di marcia desolante e con sulle spalle una sconfitta, quella col Montevarchi di domenica 21 novembre, che francamente non induce a sperare in niente di buono. E dal basso dell'ultimo posto in classifica. Eppure i tifosi biancorossi ci sono. Dopo l’invito alla squadra a fine gara di domenica - a tirare fuori gli attributi - ecco la risposta chiara: «A Siena ci saremo». È il bello di una tifoseria che ha conosciuto per anni l’oblio delle categorie inferiori e che non ha certo paura di un’eventuale nuova retrocessione. A patto, però, che questa, se dovrà arrivare, maturi dopo aver lottato fino al novantesimo di ogni partita.
Con prestazioni nettamente diverse di quelle fornite col Montevarchi o a Imola, quando addirittura i tifosi se ne andarono dallo stadio prima del fischio finale. La palla adesso passa alla società unionista, a mister Lamberto Magrini e ai giocatori. È vero che il Grosseto è una squadra dalla bassa età media. Ed è vero anche che a 20 anni il peso dello spettro della retrocessione può pesare tantissimo. Ma in campo serve una reazione da parte dei biancorossi. Grosseto ama il calcio. Ma parliamoci chiaro: ci sono piazze, in Serie C, in cui un calciatore ha molto più fiato sul collo da parte della gente. Realtà in cui le pressioni sono schiaccianti. Anche col Montevarchi sono andati in campo 7-8 undicesimi della squadra del passato campionato, quando il Grifone sì che avrebbe assaltato l’area ospite fino al 95’. A caccia almeno del pareggio.
Cosa attanagli quindi questo Grosseto, cosa gli impedisca almeno di osare in avanti, rimane un autentico mistero. Siena diventa allora l’occasione migliore per provare a ribaltare ogni pronostico. Senza paura.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
