Gioco
Galeone: «Bravo allenatore? Non so, credo di essere stato buon insegnante di calcio»
Enrico Giovannelli
GROSSETO. È stato un gran successo l’incontro organizzato dall’Aiac, l’associazione italiana allenatori di calcio sezione di Grosseto, presenti una sessantina di tecnici con le restrizioni Covid-19, che all’Hotel Airone ha ospitato uno dei mister storici del calcio italiano, Giovanni Galeone. Oggi ottantenne, quarant’anni fa era alla guida del Grosseto, stagione 1980-81, e quando ha ricevuto l’invito dall’associazione maremmana per un confronto lo ha accettato molto volentieri.
«Non ho mai partecipato ad incontri con gli allenatori, forse è la seconda volta nella mia carriera – ha esordito Galeone – ma questa volta proprio non potevo dire di no. Però sono tornato molto volentieri a Grosseto, e ricordo quando sono arrivato io a campionato iniziato abbiamo poi fatto una bella stagione arrivando nei primi posti. A parte lo stadio Zecchini che ho rivisto con piacere, la città è veramente cambiata del tutto e in meglio così come Marina di Grosseto dove abitavo. Sono stato anche a visitare il centro sportivo di Roselle e faccio i complimenti al presidente Ceri anche per questa struttura davvero all’avanguardia». Sulla serata Galeone ha spiegato: «Non so se sono stato un bravo allenatore o meno (nel suo palmares quattro promozioni in serie A, da quando iniziò come vice allenatore nel 1974-75 all’Udinese per chiudere la carriera sempre con i bianconeri friulani nel 2006-07, dopo 614 panchine girovagando per l’Italia, ndc) però credo di essere stato, immodestamente, un buon insegnante di calcio e qualcosa ho lasciato».
Ad organizzare la serata Paolo Sodi che fu giocatore di mister Galeone in quell’annata al Grosseto: «Era da tempo che volevamo portare uno dei mister più riconoscibili del panorama italiano a Grosseto – ha detto Sodi, che ha passato il testimone dell’Aiac dopo circa 20 anni a Pietro Magro, ma che fa sempre parte del consiglio nazionale a Coverciano con Renzo Ulivieri – e mister Galeone, grazie ai buoni uffici che ci sono anche mister Massimiliano Allegri, non ha tradito le attese. Già quarant’anni fa, e io ne sono stato testimone diretto in campo, Galeone aveva idee, si può dire rivoluzionare, che però sono attuali ancora oggi, improntate alla tecnica e soprattutto a sviluppare i settori giovanili».
Dice Sodi: «Il messaggio di Galeone e che sottoscriviamo come associazione – ha detto ancora Sodi – è che un allenatore deve essere anche un educatore, come un padre appunto nei settori giovanili, per aiutare i ragazzi nella formazione di crescita, per prima cosa a diventare uomini, nel segno del massimo rispetto. I calciatori di oggi saranno poi gli uomini di domani». Soddisfatto ovviamente il neo presidente Pietro Magro: «Organizzare serate del genere non è cosa banale – ha detto Magri – ma aver ospitato un personaggio come Galeone ripaga di tanti sforzi. Quando lo contattammo per fargli auguri per gli ottant’anni nella sua casa a Udine dove vive, il mister ci fece capire che sarebbe venuto molto volentieri a Grosseto. Come associazione è stato anche un segnale per ripartire e la presenza di tanti associati ne è la prova. Abbiamo già organizzato un incontro con mister Lamberto Magrini, premiandolo dopo i suoi anni di eccellente lavoro con il Grosseto. Questi incontri, ci devono servire per crescere, pensando a come organizzare il lavoro insieme anche al direttivo che è davvero molto compatto. Il nostro compito sarà sempre quello di collaborare con tutte le società per fra crescere il calcio maremmano». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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