Il dolore
Viterbese ko, il Grifone sorride: la salvezza non è un sogno
Paolo Franzò
GROSSETO. La sconfitta della Viterbese il giorno dopo la caduta biancorossa a Pontedera, regala comunque un piccolo sorriso in chiave salvezza, perché non si deve dimenticare che la strada della permanenza in categoria potrebbe passare alla fine anche attraverso i playout e che solo l’ultima in classifica (oggi appunto la squadra laziale che resta staccata di 3 punti dal Grifone), retrocede direttamente in serie D. Sono ragionamenti che si devono fare, con la salvezza diretta che oggi dista 4 punti più su: il Teramo a 14 punti sarebbe salvo.
Nulla è perduto insomma, anche se è vero che i risultati del Grosseto non invitano all’ottimismo. Ma la caduta di Pontedera, sebbene fosse da evitare, è diversa dalle sconfitte di Imola e Fermo. Diversa perché stavolta arrivata con grande contributo del direttore di gara che ha concesso ai padroni di casa un rigore, diciamo, discutibile, e poi ha lasciato i biancorossi in dieci, con una espulsione altrettanto dubbia ai danni di Serena.
A quel punto ci si poteva attendere l’ennesima imbarcata e invece il Grifone del secondo tempo ha lasciato il dubbio che senza l’inferiorità numerica la partita si poteva forse recuperare. Questo, però, non deve diventare un alibi, perché i problemi e le difficoltà della squadra di Magrini di questa stagione restano lì, ma le partite devono essere analizzate sempre una alla volta, compresa la prestazione.
La verità è che questo Grosseto è un vero paradosso, perché è stato capace di fermare sul pareggio alcune delle corazzate del girone, senza sfigurare: quindi, qualcosa di buono questa squadra deve pur avere.
Da qui a invertire la rotta però ce ne corre, ma la squadra non deve perdere fiducia e capire che invece tutto è ancora possibile. Anche perché, se andiamo a guardare il calendario delle partite che mancano alla fine del girone di andata, scopriamo che sulla carta siamo di fronte a un compito molto arduo, con avversari come il prossimo; l’Entella che è andato a vincere per 3-1 in casa dell’Ancona. E poi ancora il Siena (fuori) e il Pescara (in casa).
Piangersi addosso non aiuterebbe a fare punti. Bisogna rimettersi al lavoro e pensare solo a una partita alla volta, senza fare calcoli, senza guardare la classifica, cercando di girare alla fine dell’andata ancora a contatto con la zona salvezza, per poi giocare un girone di ritorno serratissimo.
Perdersi d’animo oggi sarebbe facilissimo, ma questo non deve accadere, perché solo uniti (squadra e tifosi), si può uscire da questa situazione.
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