Sicurezza
Il Grifone sceglie il silenzio stampa Confronto tra squadra e tifosi
Nessuno si è presentato di fronte a microfoni e taccuini
dopo il 90’
La prima sconfitta casalinga dell’anno, la seconda consecutiva dopo quella di martedì scorso a Fermo, ha un po’ agitato gli animi, tanto che la società, per far ritrovare all’ambiente la necessaria tranquillità, ha deciso di dichiarare il silenzio stampa.
Si tratterà probabilmente di una decisione presa a caldo e in settimana, dopo i dovuti chiarimenti, si potranno ascoltare le opinioni di tecnico e giocatori in merito a questa brutta battuta d’arresto, coincisa con una prestazione al di sotto delle aspettative. La squadra, al triplice fischio dell’arbitro, è andata sotto la curva a ringraziare e salutare i propri sostenitori per il supporto avuto durante il match. La tifoseria biancorossa ha tirato le orecchie a Ciolli e compagni, invitandoli ad un maggiore impegno, ad una maggiore grinta, ma alla fine ha rinnovato il proprio sostegno ai giocatori, invitandoli a riprendere il ruolo che si erano ritagliati nello scorso anno, di guastafeste.
Gli sportivi invece hanno lasciato lo stadio con l’amaro in bocca. Si erano presentati allo Zecchini pronti ad applaudire una vittoria di prestigio ed invece hanno dovuto assistere ad un successo esterno. Tra l’altro a Grosseto in serie B le due squadre hanno sempre conquistato un punto a testa, nel 2007-2008 e nel 2009-2010. Il Cesena non vinceva da queste parti dal campionato di serie C 1963-64. E ieri lo ha fatto dimostrandosi una bella squadra, salendo con la vittoria al secondo posto (al pari della Reggiana che gioca oggi a Pescara), ma senza forzare più di tanto. Forse con un Grosseto migliore anche gli uomini di William Viali avrebbero messo meglio in mostra le loro qualità. Il Grosseto deve però archiviare al più presto questo ko e pensare a uno scontro salvezza fondamentale, sul campo della Viterbese - battuta ieri di misura sul campo del Teramo, che segue il Grifone (penultimo insieme alla Fermana) con appena un punto in meno.
Maurizio Caldarelli
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