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Il ritorno di Di Meglio Lo storico capitano allenerà gli Under 17

Paolo Franzò

«Un’opportunità nata per caso, parlando con Simone Ceri È una società che non butta soldi e non promette la Luna»

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Paolo Franzò

GROSSETO. Certi amori non finiscono e come dice una canzone, fanno dei giri strani e poi ritornano. Come quello tra il Grosseto e il suo capitano dell’anno della promozione in serie B, Gianni Di Meglio, che da ieri è il nuovo allenatore della Under 17 biancorossa. Questo il comunicato di ieri del Grifone: “Sarà lo storico capitano della promozione in serie B, Gianni Di Meglio, a guidare quest’anno la formazione Under17 del Grosseto. Il tecnico, ricordato a Grosseto soprattutto per quella bellissima cavalcata che portò i maremmani a vincere il campionato di serie C, con Cuccureddu alla guida, farà parte del nuovo progetto societario che ha come primo obiettivo la crescita dei giovani e lo sviluppo del settore giovanile e della scuola calcio”.

Di Meglio, il cui figlio gioca con la Primavera unionista, così racconta la sua nuova avventura in Maremma: «Una opportunità nata quasi per caso una decina di giorni fa, parlando con Simone Ceri e confrontando le nostre idee sul calcio. Ci siamo trovati in sintonia ed è nata questa proposta che ho accettato ben volentieri».

Con quale spirito torna quindi a Grosseto?

«Con la voglia di poter trasmettere a questi ragazzi la mia esperienza, cercando se possibile di farne arrivare qualcuno in prima squadra».

Cosa serve a questi ragazzi per arrivare?

«Soprattutto tanta passione. La voglia di fare sacrifici. Se poi ci sono anche le qualità tecniche, allora si può arrivare».

Che idea si è fatto di questa società unionista, ben diversa da quella che aveva conosciuto da giocatore?

«Premetto che il Grosseto l’ho sempre seguito con il cuore. Oggi trovo una società sana che non fa mai il passo più lungo della gamba. Una società che non butta i soldi e che non promette la luna ai tifosi, ma garantisce solo serietà e impegno. Un Grosseto che punta tanto sui giovani e che lo scorso anno ha dimostrato che si può fare calcio anche in questo modo. Il centro sportivo poi che poche società in Italia hanno, è un punto in più per proseguire sulla strada tracciata e crescere i giocatori in casa».

Tre stagioni in biancorosso, 84 partite tra il 2004 e il 2007 in C, qual è il ricordo più bello legato al Grosseto?

«Ce ne sono tanti, ma è chiaro che quello della promozione in B e della festa a Padova prima e in città al ritorno, resterà per sempre scolpito dentro».

Lei ha avuto grandi allenatori, cosa le hanno lasciato che pensa di portare avanti nella sua nuova veste?

«Allegri, Gasperini, Delio Rossi, Cuccureddu, tutti mi hanno insegnato qualcosa. Poi su quello, ci metti le tue idee, cercando di trasferirle ai ragazzi. Sicuramente lo farò con tanta passione».

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