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Grosseto

calcio a 5: serie b 

L’Atlante rimane nel limbo «La società pensa davvero di non iscriversi al torneo»

Lorenzo Falconi
L’Atlante rimane nel limbo «La società pensa davvero di non iscriversi al torneo»

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GROSSETO. Non è un momento facile per l’Atlante. Le notizie che arrivano dalla Spagna, con il grave incidente stradale che ha coinvolto Richard Jesus Sanchez Hernandez (di cui rendiamo conto nelle pagine di cronaca), scuotono ulteriormente l’ambiente biancorosso.

Una vicenda dolorosa che si intreccia con le decisioni sul fronte societario ancora da delineare. La compilazione dei gironi da parte della federazione ha prodotto una prima reazione della dirigenza grossetana, che si è vista relegare in un raggruppamento geograficamente improbabile. Con formazioni laziali, umbre e sarde.

L’Atlante è l’unica squadra toscana, mentre le altre sei compagini del Granducato sono state raggruppate in un altro girone. Al disappunto iniziale, ha fatto seguito un momento di riflessione che attualmente non ha avuto ulteriori sviluppi: la società ha avanzato l’ipotesi di non iscriversi al campionato di serie B di calcio a 5. Sull’argomento torna il tecnico dell’Atlante, Alessandro Izzo. «La situazione al momento è di attesa – dice il mister dei grossetani – in quanto è necessario capire se ci saranno aperture per cambiare lo stato delle cose. Ciò che è certo e sotto gli occhi di tutti è che in 27 anni di storia, l’Atlante non ha mai chiesto favoritismi o ripescaggi». Una presa di posizione a sostegno della società, da parte del tecnico, che però adesso è costretto a navigare a vista: «Ora è difficile programmare – aggiunge Izzo – in quanto non conosciamo il nostro destino». Malgrado questo aspetto, Alessandro Izzo sposa la linea societaria: «Capisco in pieno il disappunto, non ci aspettavamo questo ostacolo. La città, i tifosi, le istituzioni, sono rimasti davvero perplessi. Mi attendo, da persone scelte per ricoprire piani alti in federazione, un repentino riassetto dei gironi». Rimangono le preoccupazioni logistiche: «L’aspetto economico in un periodo come questo risulta fondamentale – conclude Izzo –, ma è il trattamento che ci rende perplessi».

Lorenzo Falconi

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