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hockey serie a1 

Mount, secondo europeo a battersi in biancorosso

Enrico Giovannelli
Mount, secondo europeo a battersi in biancorosso

L’attaccante, 23 anni oggi, arriva dalla contea del Kent Venti presenze e trenta reti con la maglia della nazionale

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Enrico Giovannelli

GROSSETO. Si sta completando la rosa nel Circolo Pattinatori per la prossima stagione in serie A1: l’ultimo ingaggio è quello dell’attaccante inglese Alex Mount, 23 anni oggi, che ultimamente ha acquisito anche il passaporto portoghese. Alex Mount è originario di Herne Bay, località balneare della contea del Kent in Inghilterra, ed è il secondo giocatore europeo scelto dal Circolo Pattinatori nella sua storia, dopo l’olandese Theo Habraken negli anni Settanta. Mount ha indossato la maglia della nazionale inglese dalla under 17 fino ad arrivare alla seniores: venti le presenze complessive con trenta reti (67 se consideriamo le giovanili).

Il nuovo attaccante biancorosso ha esordito giovanissimo prima nell’Rhc Invicta e poi nell’Herne Bay United, società fondata nel 1924, disputando i campionati U15 e U17.

Il salto di qualità della carriera di Alex è avvenuto però nel 2014-2015 con il passaggio alla Sanjonanense, in Portogallo. Nella prima annata si è fatto le ossa nelle giovanili, under 17 e under 20, poi è diventato protagonista con i grandi, in seconda divisione e in prima “Divisao”.

Nella passata stagione la squadra di Mount, ormai da tre anni nel quintetto titolare, ha chiuso all’ottavo posto, il miglior risultato della sua storia recente. Mount ha iniziato a giocare a hockey su pista seguendo suo padre alle gare dell’Herne Bay. «L’hockey – ha detto il neo biancorosso – è sempre stato il mio sport numero uno e ho vissuto dei momenti fantastici. Ho avuto molti allenatori nella mia carriera ma non sarei il giocatore che sono oggi se non fosse per due tecnici in particolare: Ken Pughe, che mi ha insegnato le basi di questo sport, e Carlos Amaral, che mi ha permesso di fare il salto di qualità e andare in Portogallo. Il mio esordio in prima squadra avvenne in trasferta a Letchworth, avevo quattordici anni. Giocai gli ultimi cinque minuti e sbagliai un rigore, ma quello fu il più bell’incontro della mia vita. Con la Sanjoranense nonostante perdessimo 7-1 a Porto il coach Vitor Pereira mi mise cinque minuti in pista. Avevo solo 17 anni e segnai un tiro diretto contro Nelson Filipe di fronte a 1500 spettatori». —

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