Sicurezza
Gare ravvicinate e stanchezza, ma la zona play è sempre lì
Bocca storta per due decisioni arbitrali e un po’ di delusione Vetrini reclama due rigori, Mansi resta soddisfatto della stagione
gavorrano. Il FolGav con il pari con la Sangiovannese e reti bianche, ha interrotto la striscia di tre vittorie di fila e un po’ d’amaro in bocca fra i dirigenti unionisti c’è. Il vice presidente Lorenzo Mansi è però consapevole che le tante partite ravvicinate possono comunque condizionare il rendimento. «Sì, un po’ di delusione c’è perché grazie a mister Cacitti e al suo staff ci eravamo abituati ad avere la bocca buona. Però è un altro risultato utile contro una squadra, la Sangio, che per lunghi tratti è sembrata più brillante di noi. Noi abbiamo messo le nostre qualità in campo, ma alla fine della fiera nessuno ha tirato in porta».
Mansi accenna anche ai rigori reclamati: «Forse c’erano due rigori per noi, ma si rientra nel chiacchiericcio degli arbitri che non mi va di commentare». Il FolGav è comunque in piena zona play e Mansi spiega: «Devo dire che sono soddisfatto del nostro percorso ma non stiamo facendo nulla di straordinario: stiamo lavorando per quello che doveva essere il nostro percorso fin dall’inizio». Sulla stessa linea il direttore generale Filippo Vetrini: «La Sangio ha meritato il pareggio assolutamente. Probabilmente la quarta partita consecutiva noi l’abbiamo risentita un pochino sulle gambe. Loro sono più giovani di noi, forse più frizzanti dal punto di vista atletico. Si sono difesi bene. Noi reclamiamo il rigore del primo tempo, ma soprattutto il secondo su Apolloni che visto dalla tribuna sembrava netto. Inutile parlare degli arbitri, tanto si va sempre sui soliti alibi e non è divertente. È stata una gara di fine stagione e probabilmente c’è carenza e crisi delle terne: ci tengo a sottolineare che per ambo le parti l’arbitraggio non è stato all’altezza della situazione. Peccato non aver dato continuità alle vittorie, ma ci sono anche gli avversari». Soddisfatto invece l’allenatore della Sangiovannese Fabio Pallari: «Credo che il risultato sia giusto. La fisicità in questo campionato la fa da padrone e forse noi paghiamo qualcosa con altre squadre. Alla fine il nostro percorso è questo e cerchiamo fino alla fine di produrre calcio e lanciare i giovani. Era una giornata particolare perché abbiamo giocato con la morte nel cuore per la morte martedì di un nostro giocatore di 15 anni del settore giovanile e ci tenevamo a fare bene anche per questo». — En.G.
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