Sicurezza
Galligani: «Voglio i playoff. E anche arrivare in doppia cifra»
Paolo Franzò
GROSSETO. Bomber o parrucchiere per uomo? Scherzi a parte, Elia Galligani è senza dubbio l’uomo del momento in casa Grosseto, vuoi per le tre reti consecutive segnate nelle ultime due giornate, vuoi per il taglio di capelli applicato alla chioma del vice presidente, Simone Ceri.
Ventinove anni a giugno, 9 gol segnati fino ad ora (migliore dei biancorossi) e un contratto in scadenza a fine stagione. «Ma non parliamo di questo – dice subito Galligani – Oggi sono concentrato solo su questo finale di campionato. Tutto il resto verrà dopo. Ci sarà tempo per parlare di altre cose».
Genio e sregolatezza, Galligani è comunque stato spesso l’uomo degli strappi, quello capace di cambiare l’inerzia delle gare con le sue giocate; come vive questo momento? «Intanto diciamo subito che da solo non potrei fare niente, ma i meriti vanno sempre divisi tra tutti. Oggi è un momento certamente bello per me, forse il migliore della mia carriera, ma guardate che lo vivo come al solito, senza condizionamenti. Per indole, non sono mai troppo contento della mia prestazione a fine partita, insomma sono uno che ha sempre voglia di fare meglio e di più, anche se domenica scorsa devo ammettere che ero abbastanza soddisfatto. Il punto è che vengo dal basso e fame e umiltà non mi sono mai mancate».
Adesso che è arrivato a 9 reti segnate che obiettivi si pone?
«Intanto voglio arrivare in doppia cifra. Poi, farò di tutto per arrivare anche ai playoff. Se raggiungiamo questi traguardi, mi riterrò soddisfatto».
Playoff, cominciate a parlarne quindi?
«Intanto battiamo la Pro Sesto domenica pomeriggio e chiudiamo il discorso salvezza, poi nelle ultime due partite vediamo di divertirci e raggiungere l’obiettivo più alto. Del resto, a Como abbiamo giocato alla pari con la capolista, perché dovremmo porre dei freni alle nostre ambizioni? Abbiamo ancora tre gare da giocare, tre finali e secondo me, le possiamo vincere tutte e tre».
E se poi arrivassero davvero i playoff?
«Per come sono fatto io, giocherei per vincerli. Guardate che se ci arriviamo, nel frattempo recuperiamo tutti i giocatori e al completo, possiamo dire la nostra contro tutti».
Qual è il segreto di una squadra che anche in emergenza, continua a far bene?
«Che tutti si sentono importanti. Il mister ha fatto giocare quasi tutti e poi anche quelli che entrano dalla panchina, spesso risultano decisivi».
Poi il parrucchiere; ci sarà un secondo round sulla testa di Simone Ceri?
«Mi dispiace per lui, ma credo che venerdì porteremo i suoi capelli a zero. Dopo di che gli ho mandato un messaggio dicendogli di chiuderla qui, anche perché poi non resterà più niente da tagliare», commenta sorridendo.
Da Elia Galligani a Elia “mani di forbice” insomma è un momento. «La sfida che mi aveva lanciato Simone (Ceri, ndr), prima della gara con la Giana, in effetti ha fatto anche da stimolo, non lo nego. Ma oggi sto di nuovo meglio fisicamente, dopo alcune partite difficili che seguivano l’infortunio e la malattia. Sto bene e non mi voglio fermare. Siamo tutti attenti e concentrati intanto per vincere con la Pro Sesto». —
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