La protesta
Giorgetti, solo un pareggio «Ma per noi è stata vittoria»
livorno. I giudici negano a Simone Giorgetti la settima vittoria in carriera. Ieri pomeriggio, al Palacosmelli di Livorno, nella riunione organizzata da Rosanna Conti Cavini e dalla Pugilistica Grossetana, il welter grossetano è stato fermato sul pari dall’ostico Giuseppe Rauseo che, a dispetto del modesto record, ha tenuto testa al “Bandito”, salito tra le dodici corde per testare la propria condizione in vista di un titolo internazionale già in programma a giugno.
Giorgetti, nelle prime due riprese, ha studiato il proprio avversario, che ha tirato un paio di deboli ganci. Dalla seconda ripresa il pugile grossetano ha iniziato a muoversi con eleganza sul quadrato e dalla quarta frazione ha preso in mano il combattimento, sfoderando un’ottima condizione fisica e alcuni bei colpi, destri e montanti, che Rauseo ha accusato, pur continuando a rimanere nell’incontro a testa alta. Nell’ultimo round l’atleta seguito dalla scuderia Conti Cavini si è fatto preferire all’avversario e prima del gong ha rallentato finendo con il sorriso convinto di aver chiuso la sfida con un successo. Non sono stati dello stesso avviso i giudici che, con un verdetto a sorpresa, hanno premiato oltre il dovuto la generosità di Rauseo, che ha conquistato il quinto pari in carriera. Per il grossetano, allenato da Angelo Riccardi, è la prima “no decision” dopo sei affermazioni, arrivata comunque al termine di un combattimento convincente, in crescendo. «Il pareggio di Simone - dice la manager Monia Cavini - per noi è una vittoria e il giudizio arbitrale non può rovinare una bella prestazione. Il nostro pugile è rimasto male, ma deve essere contento di come si è comportato».
Per l’organizzazione grossetana, quella del Palacosmelli è stata una grande festa, con il bel successo del fiorentino Ciupitu, che ha piegato Dejana dopo un match spettacolare; il livornese Vairo Lenti ha riportato in Maremma un tricolore, dei pesi leggeri, battendo Gianluca Picardi al termine di dieci riprese appassionanti, grazie ad una maggiore freschezza atletica e ad una condotta di gara perfetta, con colpi sferrati al momento giusto. Nel match d’apertura lo svizzero Antonietti ha vinto per abbandono di Markovic (Bosnia) dopo il primo round. —
Maurizio Caldarelli
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