Gioco
Arriva la Juve ma la noia sale Grosseto ko senza guizzi
I bianconeri vincono di misura una gara insipida e incolore Moscati portato via con l’ambulanza dopo un colpo alla testa
Paolo Franzò
GROSSETO. Tanta attesa per la sfida alla Juventus Under 23, ripagata alla fine dalla partita più noiosa di questo campionato, vinta di misura dai bianconeri, regalata di fatto dal Grosseto, nel contesto di una gara dal tatticismo esasperato, priva completamente di emozioni. Tanto che alla fine vien da dire che per fortuna non c’era il pubblico sulle tribune.
Là dove manca anche Pavel Nedved, assente dell’ultima ora, al pari di tutti i migliori giovani bianconeri, ormai finiti alla corte della prima squadra.
Una Juve che neppure scende in campo con la classica casacca a strisce, rimpiazzata dalla seconda maglia. Dall’altra parte, un Grifone ben catechizzato da Lamberto Magrini che osserva un ottimo approccio alla partita dei suoi, con Galligani e Merola che sembrano particolarmente ispirati, anche se in realtà per vedere una conclusione verso una porta si deve attendere sino al minuto 26, quando il giovane Leone conclude di poco alto sulla traversa di Barosi.
Per il resto, il primo tempo si consuma nel possesso palla, ora in una, ora nell’altra metà campo, con i biancorossi che al netto di tutto producono appena due conclusioni, neppure troppo pericolose, da lontano, con Merola su punizione e con Sicurella. L’intervallo è caratterizzato dall’ingresso in campo dell’ambulanza che accompagnerà Moscati all’ospedale per accertamenti, dopo un colpo preso alla testa proprio nel finale della prima frazione.
Fuori dunque il centravanti, la ripresa si apre con Stijepovic al suo posto.
Una seconda frazione che sembra iniziare con presupposti più entusiasmanti, grazie a una incursione di Galligani che riesce finalmente a sporcare i guantoni di Nocchi con un bel diagonale.
La Juve però comincia a prendere possesso del campo, anche se rischia ancora qualcosa su una conclusione di Polidori deviata in angolo. Magrini intanto comincia la consueta girandola dei cambi, partendo dall’ingresso di Fratini per Merola; soluzione che sposta Sicurella più avanti, sulla tre quarti.
Poco dopo, dentro anche Giannò e Boccardi, per Kraja e Galligani.
Cambi che non mutano di una virgola il tema della ripresa, con i bianconeri in pianta stabile nella metà campo dei maremmani. Tanto che al minuto 26 pure Barosi si guadagna la giornata nel dire di no a una conclusione pericolosa di Ranocchia. La verità è che dalla tribuna si percepisce benissimo che alle due squadre il risultato di parità tutto sommato va più che bene, se non che a cinque minuti dal fischio finale del direttore di gara, Polidori macchia la sua fino a quel punto ottima prestazione, con un errore gravissimo, facendosi rubare palla da Miretti che non può fare altro che mettere in porta Da Graca, per il più facile dei gol.
Lamberto Magrini a quel punto butta dentro anche Russo per Sicurella, ma stavolta il Grifone non ha né il tempo, né la forza di recuperare e forse alla fine deve anche recriminare per non aver osato di più contro una squadra in piena emergenza che non ha mai tirato fuori gli artigli.
Dall’altra parte, fa festa il grossetano Zauli, mister di questa giovane Juventus che vince la partita anche grazie ai cambi più che indovinati, visto che i due protagonisti della vittoria bianconera arrivano in campo dalla panchina. Per il Grifone, un’ occasione sprecata alla vigilia di due trasferte consecutive con Lecco e Livorno. —
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