Gioco
Disattenzioni allo stato puro anche se la squadra ha reagito
GROSSETO. Diciamoci la verità: veder perdere il Grosseto fuori casa, è una cosa alla quale né il pubblico di fede biancorossa né gli addetti ai lavori eravamo abituati.
La sconfitta di Olbia, per quanto ci potesse stare sulla carta alla vigilia, alla fine è maturata non senza rimpianti, ma almeno stavolta senza lo zampino di un qualche fattore “esterno” . Nella traversa finale di Kraja c’è il riassunto di una gara decisamente sfortunata, ma anche condizionata dal solito pizzico di imprecisione sotto la porta avversaria e dai soliti cronici problemi difensivi. Se il terzo gol dei sardi è di fatto un autentico regalo di Mattia Polidori, le due reti precedenti sono arrivate quasi in fotocopia con quelle prese con la Pistoiese, ovvero da palle inattive. E mister Lamberto Magrini lo aveva detto: «Puoi allenarti quanto vuoi su questi fondamentali, ma se poi alla domenica ti distrai anche solamente un secondo, sei fregato». Detto e fatto, soprattutto nel primo gol preso su calcio d’angolo, con il marcatore dell’Olbia lasciato colpevolmente tutto solo di colpire verso la porta di Davide Barosi. Disattenzione allo stato puro. Emerson poi era temuto per i suoi calci di punizione micidiali, ma è anche vero che in occasione del raddoppio sardo, il tiro arriva alla porta di Barosi da oltre 30 metri; insomma si poteva fare meglio.
Poi, niente da dire sulla reazione della squadra che c’è stata ed è innegabile, così come si può solo sperare che certe amnesie non si ripetano, perché poi recuperare è durissima. Tra le note positive della giornata, mettiamo il gol e la prestazione di un Cretella ritrovato e ben venga quando ancora resta mezzo campionato da giocare, in attesa di scoprire Merola e chissà, forse qualche altro volto nuovo. —
Paolo Franzò
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