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Un giorno non basta per far sbollire la rabbia

Paolo Franzò
Un giorno non basta per far sbollire la rabbia

Dopo il rigore inesistente fischiato, la società pensa a far rientrare il dg. Ceri: «Mai vista un cosa del genere in 50 anni»

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GROSSETO

Non può bastare certo un giorno per lenire la rabbia del popolo biancorosso, di fronte all’evidente scippo subito domenica scorsa con il Novara ad opera del direttore di gara, Kumara di Verona. «In 50 anni di calcio – dice il presidente del Grosseto, Mario Ceri – mai viso niente del genere». Neppure il guardalinee che in teoria avrebbe dovuto vedere ancor meglio del direttore di gara, è intervenuto per correggere l’evidente abbaglio, il tutto mentre Ciolli era a terra in area di rigore, colpito precedentemente da una gomitata. «Sia chiaro – aggiunge Ceri – noi non vogliamo regali, chiediamo solo il nostro».

Di fronte alla domanda, se la società pensa a una qualche azione a propria tutela, il patron sconsolato, risponde: «Che possiamo fare?». E l’indignazione della proprietà unionista, è la stessa dei suoi tifosi.

Basta scorrere le pagine dei social per leggere i commenti della tifoseria biancorossa, stanca di una serie di decisioni avverse di cui quella con il Novara è decisamente la punta dell’iceberg. Vero che normalmente, nell’arco di una stagione gli episodi a favore e quelli contrari tendono alla fine a compensarsi, di sicuro ad oggi, il Grifone ha visto svanire almeno 7 punti per decisioni contrarie, senza poterne vantare alcuno a proprio favore. Punti che rischiano alla fine di pesare su una classifica che rimane buona, in chiave salvezza, ma che avrebbero certamente fatto un gran comodo e garantito una maggiore serenità a un ambiente che adesso deve scrollarsi di dosso l’idea di essere vittima di una qualche macchinazione, altrimenti si che potrebbero essere dolori.

Fatto sta che da ieri mister Lamberto Magrini ha comunicato che non parlerà più, fino alla fine della stagione. Una decisione che fa il paio con le dimissioni del giorno prima del direttore generale, Filippo Marra Cutrupi che tuttavia la società unionista, stando alle indiscrezioni, cercherà di far rientrare.

È evidente comunque il nervosismo in casa biancorossa, ma è proprio questa la trappola dalla quale invece si deve fuggire, anche perché domenica prossima a Gorgonzola, contro la Giana Erminio, andrà in scena un importante scontro diretto in chiave salvezza e quindi è chiaro che va subito ritrovato un minimo di serenità nel lavoro quotidiano. Anche perché non c’è davvero mai pace quando il Grosseto gioca allo Zecchini.

Prima le grandi polemiche destate dal signor Carrione di Castellammare di Stabia che diresse la gara con il Lecco.

Poi quella che seguirono la partita col Livorno, legate alla questione Covid. Oggi siamo ancora qua a discutere di un rigore totalmente inventato dal signor Kumara. Insomma, si finisce troppo poco a parlare di calcio e questo non fa bene a nessuno. Giusto protestare e far valere le proprie ragioni, ma che si torni subito a correre dietro al pallone con serenità quanto prima, per prendersi la salvezza sul campo.

Sarebbe la risposta migliore per quelli, se davvero ci sono che invece vorrebbero affossare la vecchia Unione Sportiva Grosseto. —

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di Redazione web