Il Tirreno

Grosseto

Il dg si dimette «Non voglio essere causa di tutti i mali»

P. F.
Il dg si dimette «Non voglio essere causa di tutti i mali»

Mario e Simone Ceri evitano di parlare ma mostrano solo le immagini dell’azione 

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lo spogliatoio

L’incredibile direzione di gara del signor Kumara di Verona, hanno l’effetto di un terremoto, tanto da portare nell’immediato dopo gara alle dimissioni il direttore generale biancorosso, Filippo Marra Cutrupi che così commenta la propria decisione: «Mi dimetto dalla carica di direttore generale del Grosseto con effetto immediato. La mia presenza – spiega – forse da fastidio a qualcuno e non voglio essere io la causa dei mali della società. Per cui, se la mia presenza deve portare a certe direzioni arbitrali, mi faccio da parte. Auguro al Grosseto le migliori fortune e che trovi una persona da mettere al mio posto che sappia fare meglio. Grazie a tutti».

Una decisione maturata dopo pochi minuti dal fischio finale della partita e comunicata subito alla stampa, ancor prima che alla società unionista che certamente risponderà, anche se Marra Cutrupi ha aggiunto di essere irremovibile e non voler tornare indietro. Scopriremo gli sviluppi nelle prossime ore. Di sicuro, dietro a una decisione tanto forte, ci sono anche gli episodi contestati e sempre contro il Grifone, avvenuti in altre gare precedenti di questo campionato. In sala stampa, salgono a braccetto solo i massimi dirigenti del Grosseto, ovvero il presidente, Mario Ceri e il vice, Simone Ceri che tiene in mano uno smartphone col fermo immagine sul fallo di Pedrini su Schiavi che il direttore di gara ha tramutato in calcio di rigore. «Nel rispetto di tutti i dettami dell’etica, non proferiamo parola. Dopo Pontedera e dopo la gara col Lecco – parla Simone Ceri, mostrando l’immagine nello smartphone – questo è il calcio di rigore di oggi». Del resto, proprio dopo la gara col Lecco, Mario Ceri era stato inibito per 3 mesi, salvo poi la sanzione essere sospesa in attesa di ulteriori accertamenti, mentre Simone Ceri attende ancora la risposta al suo esposto alla Procura Federale, avverso a un analogo provvedimento. Per cui, meglio che a parlare siano le immagini. —

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