Sicurezza
«Alla Pro Patria per poco tempo ero stato il general manager»
grosseto
Sergio Dugaro, terzino biancorosso degli anni Sessanta, ha un precedente con la Pro Patria. Non da giocatore ma da dirigente, anche se l’esperienza fu breve.
«In quella squadra ho svolto le mansioni di general manager dall’estate del 1982. Dalla cantina ho recuperato articoli di pubblicazioni locali che parlavano di me». Cosa successe in quel 1982? «Fu una “calda estate” a livello societario, cambiarono tre presidenti in 3 mesi. Ci fu naturalmente un po’ di marasma e decisi spontaneamente di non protrarre a lungo il mandato e la fiducia accordatemi, scegliendo altre opportunità professionali. Scelte che alla resa dei conti si sono poi dimostrate vincenti».
“Sergio Dugaro... un manager made Coverciano” era il titolo di un articolo sull’organo ufficiale dei tifosi dei tigrotti, ottobre 1982, dove c’è anche una foto in cui compare insieme al presidente Felotti. «Se entro una ventina di giorni la situazione non si evolverà, lascerò la società», aveva dichiarato. E così fece.
E ancora per quanto riguarda Coverciano, dove aveva seguito (nel 1981) il corso formativo full time per general manager, Dugaro ha un ricordo legato a Diego Armando Maradona: «Arrivò il pullman della Nazionale argentina, reduce della vittoria della Coppa del mondo nel 1978 ed una folla di persone attendeva i vari campioni. Cominciarono tutti a scendere dal pullman: Passarella, Kempes, Bertoni e via via tutti gli altri, mentre Maradona, da poco reduce della vittoria con l’Under 20 nel Mondiale giovanile, si fece attendere un po’... e scese per ultimo. C’era un bambino di 7/8 anni che attendeva ansimante di vedere il suo idolo Maradona per una firma con l’autografo, ma il campione si rifiutò. Un gesto inqualificabile».
E la partita di oggi? «Auguro ai torelli biancorossi di incornare bene bene i tigrotti bustocchi...e di ritornare in Maremma con un risultato positivo». —
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