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«Il calcio dei dilettanti dovrà ripartire quando riapriranno cinema e musei»

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L’Us Orbetello interviene in merito al dibattito in corso tra le società di calcio dilettantistiche dopo lo stop dei campionati. Dovrebbe terminare il 24 novembre ma sono in pochi a illudersi che dopo tale data ci siano le condizioni per riprendere il campionato.

Sull’aspetto passionale, la società del presidente Palmiro Bosi sottolinea il fatto che il calcio dilettanti è pura passione, tutti i dirigenti coinvolti impiegano tempo e energie per portare avanti una disciplina sportiva che li coinvolge emotivamente. Questa scelta è dettata da un entusiasmo che si è dovuto scontrare con fattori obiettivi: «Ci siamo ritrovati a dover dedicare più tempo alla squadra che al nostro lavoro, abbiamo dovuto preparare i fogli per l’autocertificazione, sanificare ogni luogo, mettere in atto le prevendite, scrivere i nominativi delle persone presenti al Vezzosi ed i relativi numeri di telefono ed anche a controllare che le persone fossero distanziate quando invece lo spirito con cui ci si reca allo stadio è quello di stare insieme».

E ancora: «Ci siamo trovati nella condizione di dover vietare l’ingresso a ragazzini di 13 anni perché nell’impianto non possono entrare più di un certo numero di persone. Abbiamo dovuto dire a qualche mamma che non potrà venire a vedere la partita con i bambini, tutto ciò non è bello e non ci appassiona».

L’Us Orbetello mette in chiaro che non critica tali decisioni che sono assolutamente necessarie in questo momento ma ribadisce che in simili situazioni non ha senso tornare a giocare, sia perché viene meno la componente fondamentale dell’entusiasmo e sia per solidarietà nei confronti di chi sta attraversando un momento di estrema difficoltà nel proprio ambito lavorativo: «Che segnale sarebbe autorizzare un campionato con partite dove scendono in campo 22 calciatori e non permettere di andare a cena più di sei persone insieme? Il calcio dilettanti dovrà ripartire quando saranno aperti regolarmente i musei, i cinema, i teatri, quando si potrà fare una cena tra amici senza problemi». E poi le previsioni: «Un’ipotesi potrebbe essere di ripartire il 17 o il 24 gennaio, in questo caso la stagione andrebbe a finire oltre la metà di giugno se non addirittura a luglio. Non dimentichiamo che viviamo in un luogo dove la stagione estiva offre lavoro alla maggior parte della popolazione e tale situazione sarebbe inammissibile, senza dimenticare che questo mondo non è solamente dei ragazzi che giocano ma è anche di chi c’è dietro a loro e di chi fa parte di una società e nessuno può permettersi dieci giorni in casa di quarantena andando a incidere sul proprio lavoro solo perché voleva giocare a calcio».

Dopo queste articolate argomentazioni l’Us Orbetello specifica che «qualsiasi decisione adotterà il Governo noi ci faremo trovare pronti, sempre e comunque, ma senza una situazione normale siamo contrari a ripartire». —

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