Sicurezza
L’Ottica Bracci torna dalla Sardegna con un successo che significa 3° posto
FOLLONICA
Torna dalla Sardegna con un successo l’Ottica Bracci Follonica che nella 6ª giornata del campionato di A2 piega il Nuoro a domicilio per 21-25 conquistando la terza posizione in graduatoria assieme a Tavarnelle e Camerano. In una delle trasferte più difficili della stagione per la distanza ed il continuo cambio di mezzi, fra l’altro nel pieno delle nuove restrizioni alla circolazione, il Follonica è riuscito a controllare al meglio le insidie sia logistiche che tecniche, contro una squadra che aveva voglia di dimostrarsi all’altezza degli avversari del golfo.
Subito decisivo l’avvio di gara con l'Ottica Bracci che prova a prendere il largo ma la velocità e l’agonismo degli isolani si dimostrano armi importanti a disposizione dei padroni di casa capaci di ribaltare il punteggio e di andare al riposo con quattro gol di vantaggio imponendo al Follonica maggiore agonismo e vitalità. La squadra del golfo fra l’altro ha dovuto fare a meno di Ramanovski, confermando Tommaso Pesci come il realizzatore più prolifico della sua squadra in grado di attirarsi addosso l’attenzione della difesa del Nuoro. Nella ripresa, grazie alla solidità fornita dalle parate di Facundo Garcia, l’Ottica Bracci riesce a contenere gli avversari affidando ai più giovani il compito di recuperare lo svantaggio passando nel finale a condurre, costruendo un margine in grado di reggere fino in fondo ai tentativi di ritorno dei padroni di casa. Conferme importanti per Caruso, Gasperini e Bianconcini che appaiono in forte crescita come Vait e Blerim Veliu e Yari Zucca, ormai delle certezze in questa squadra. Il lavoro dei tecnici Pesci e Cecchini ha insomma creato un gruppo capace di esaltarsi nelle difficoltà e il successo in terra sarda conferma la bontà del lavoro lanciando l’Ottica Bracci al terzo posto grazie ad un avvio di stagione all’insegna della continuità e del carattere. Altro impegno con una squadra sarda sabato prossimo: stavolta sarà il Sassari, tra le mura amiche del Palagolfo. —
Michele Nannini
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