Il Tirreno

Grosseto

lo stop alle gare 

Un esercito di calciatori, tecnici e dirigenti costretti a dare l’arrivederci al campo

Un esercito di calciatori, tecnici e dirigenti costretti a dare l’arrivederci al campo

Sono più di 2500 in tutta la provincia i tesserati: l’ordinanza della Regione ferma i campionati e disinnesca la polemica 

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grosseto

Sono davvero tanti, i tesserati che nella nostra provincia fanno agonismo. Nei numeri, sono più di un esercito. Sono oltre millecinquecento solo quelli provinciali, ai quali bisogna anche aggiungere circa altri mille regionali, tra giocatori, dirigenti, tecnici e arbitri che sono stati fermati, o meglio, che erano già stati fermati dalla Federcalcio provinciale lo scorso 22 ottobre, innescando così nel mondo dilettantistico provinciale, molto malumore e qualche protesta, per la discriminante rispetto ai regionali che in quella data non erano stati ancora fermati. Poi è arrivata la decisione di stoppare tutto, uscita sul comunicato della Figc regionale due giorni dopo, nel pomeriggio di sabato, dopo che il governatore della Regione Toscana, Eugenio Giani aveva emesso l’ordinanza con la quale fermava tutto lo sport dilettantistico sino al prossimo 14 novembre. Quindi, l’ordinanza regionale di fermare tutto lo sport e di conseguenza anche tutti i campionati di calcio dilettantistico su tutto il territorio regionale, sia senior sia giovanile, ha messo così fine alla querelle che stava montando in provincia di Grosseto. Il tutto era partito dalla decisione che aveva adottato la Federcalcio maremmana, che nel comunicato ufficiale dello scorso giovedì 22 ottobre, aveva deciso di fermare tutte le competizioni agonistiche a livello provinciale fino al prossimo 13 novembre, lasciando invece, e a detta di molti tra dirigenti e operatori del settore, inspiegabilmente aperte quelle a livello regionale, in quanto il Comitato regionale aveva per queste ultime deciso diversamente. Come dire: «te società X che hai una squadra di allievi che partecipa ai campionati regionali giochi, mentre te società Y che invece hai una squadra, sempre della categoria allievi, ma partecipi al campionato provinciale, invece non giochi».

Da qui era nato, più che un coro di protesta, un malumore generale e diffuso che stava montando nei giorni scorsi nell’ambiente dilettantistico provinciale.

Uno tra i promotori della manifestazione di questo stato di insoddisfazione era stato Raffaele Izzo, presidente dell’Orbetello Scalo, società quest’ultima che partecipa al campionato provinciale di Terza categoria, e che tra l’altro proprio alcuni giorni fa, aveva avuto tra i suoi tesserati un giocatore positivo al Covid, e quindi aveva dovuto mettere in quarantena tutta la squadra. Izzo, da prima aveva sentito telefonicamente e attraverso i social i vari presidenti delle società di Terza del girone grossetano, poi a nome di tutti aveva preso carta e penna e scritto una mail alla Federcalcio Toscana, manifestando l’amarezza e la delusione per la decisione di sospendere solo i campionati dilettantistici provinciali. «È una discriminante nei nostri confronti rispetto alle società che partecipano alle competizioni regionali – aveva dichiarato al nostro giornale prima che venisse emessa l’ordinanza regionale – che non ci trova assolutissimamente d’accordo, in quanto crediamo fermamente che calcio, e lo sport in generale, debba unire e non dividere le persone, come invece in questo caso è successo». Tra i vari passaggi scritti nella email inviata alla Figc Toscana, si leggeva che: «Pur comprendendo la grave situazione sanitaria ed epidemiologica in atto, viene segnalato il grave danno economico e d’immagine che saranno costrette a subire le società di Terza, con il fenomeno che molti giocatori – si leggeva nella lettera – che vogliono andare via per andare ad integrare squadre di categorie dilettantistiche regionali che la domenica invece giocano, o addirittura andando a giocare con squadre di amatori che i loro campionati sono stati considerati regionali, in quanto hanno nel loro girone una squadra di altra provincia». A placare questo malumore, ci ha pensato poi la Regione Toscana, che con l’Ordinanza numero 96, ha fermato tutto lo sport dilettantistico, mettendo fine alle polemiche. —

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