Il Tirreno

Grosseto

Questo pazzo Grifone formato trasferta Come quello del 2011 griffato Giannini

Paolo Franzò
Questo pazzo Grifone formato trasferta Come quello del 2011 griffato Giannini

In serie B, con il “Principe” in panchina, un comportamento simile: sconfitte allo Zecchini e vittorie lontano da casa

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GROSSETO

Piacenza, Lucca, Crema e ora anche Alessandria, tutte cadute in casa sotto i colpi micidiali di un Grifone formato trasferta. Roba da Guinness dei primati, con i biancorossi trascinati in questo singolare record dal trio d’attacco dello scorso campionato che a turno si dividono il merito andando regolarmente a segno, da Boccardi a Galligani e per ultimo Moscati.

Ma non è la prima volta nella storia del Grifone che assistiamo a qualcosa del genere. Nella stagione 2011-2012, accadde qualcosa di simile sotto la breve guida tecnica di Giuseppe Giannini, l’ex “Principe” della Roma da giocatore e poi diventato allenatore. In quella stagione di serie B, Giannini subentrò in panchina a Guido Ugolotti (altro ex giallorosso da giocatore) alla tredicesima giornata, esordendo allo Zecchini il 1° novembre con una sconfitta per 0-1 con il Bari. Nel turno successivo, i biancorossi vinsero a Nocera contro la Nocerina per 2-1, con tanto di gol di Gigi Consonni. Domenica 13 novembre però, allo Zecchini altro rovescio interno, col Varese che passeggiò per 5-1 sui torelli e tanti mugugni in tribuna. Il 19 novembre, grazie a un gol di Nando Sforzini, il Grosseto passò a Padova, campo tanto caro ai tifosi biancorossi e salì all’ottavo posto in classifica. Sabato 26 dello stesso mese, ecco che in Maremma arrivò la Juve Stabia e ancora una volta accade l’incredibile, col Grifone abbattuto per 3-0. La panchina di Giannini cominciò a scricchiolare, ma il 3 dicembre si andò a Pescara, ancora col Principe al timone e per la terza volta di fila, fu ancora vittoria biancorossa, stavolta per 2-1, con reti di Alfageme e Sforzini. Nessuno seppe darsi una spiegazione, con la squadra comunque saldamente all’ottavo posto, quando in sala stampa Giuseppe Giannini rassegnò in diretta le sue dimissioni da allenatore del Grosseto. «Lascio – spiegò allora – perché non si può restare a dispetto dei santi. A Grosseto ho avuto l’impressione di essere di troppo, quindi preferisco lasciare a chi è più bravo».

Al suo posto arrivò Fabio Viviani che interruppe questo trend con tre pareggi consecutivi. Resta comunque il singolare parallelo tra quelle 6 gare di allora e le prime 6 di questa stagione biancorossa, con la differenza che in questo campionato il Grifone ha già giocato quattro volte fuori casa e soltanto due tra le mura amiche. Analizzando la classifica, va anche detto che i torelli hanno vinto in casa dell’ultima (la Lucchese) e comunque su campi di squadre che occupano dalla decima posizione in giù. Perdendo in casa con l’attuale capolista (la Pro Vercelli) e una delle seconde (il Renate). Una spiegazione semplicistica, ma che comunque fortifica l’idea di una salvezza più che possibile, non solo per quei meravigliosi 12 punti già messi da parte in vista dei tempi duri, ma anche perché prima o poi verrà anche il momento di vincere qualche partita in casa. Di sicuro, questo Grosseto ha ad oggi, caratteristiche che fanno si che in trasferta riesce ad essere più temibile. Il Pontedera, avversario del 1° novembre a casa sua, è avvisato. —

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