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Grosseto

L’invito a sorpresa al supertifoso «Grifone anche tuo»

francesca gori
L’invito a sorpresa al supertifoso «Grifone anche tuo»

Aveva inviato un messaggio su Instagram Simone Ceri lo porta con sé in tribuna 

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La sconfitta contro la Pro Vercelli gli era rimasta indigesta. Aveva visto la gara in tv e voleva sostenere la squadra, sebbene non fosse in città. Per questo Marco Lozzi, grossetano doc che nel 2011 ha lasciato la città di canapone per partire militare e che poi è rimasto fino a due anni fa a Brescia, per approdare ad Alessandria, ha scritto un messaggio alla società, utilizzando il canale ufficiale su Instagram. «Ho visto un bel gruppo, ho visto la grinta. Per oggi va bene così», ha scritto Lozzi, chiedendo poi se sarebbe stato possibile sapere l’orario di arrivo ad Alessandria, dove il Grifone gioca appunto oggi. «Il Grosseto in serie C per me ha voluto dire poter vedere le partite che si giocano qua vicino - spiega - a Novara, a Vercelli, ad Alessandria. Ma per la gara di oggi non ero riuscito ad organizzarmi e mai avrei pensato di poter andare allo stadio».

Il messaggio inviato da Lozzi, militare dell’Aeronautica che chiedeva anche solo di poter salutare la squadra da lontano al suo arrivo in città, è stato intercettato da capitan Andrea Ciolli e dal vicepresidente Simone Ceri: il primo ha risposto a Lozzi, invitandolo a raggiungere la squadra, ieri sera, in albergo per conoscere il super tifoso biancorosso. Il secondo invece, ha chiesto allo staff di farsi mandare i dati di Marco per accreditarlo e fargli godere la gara di oggi, direttamente dalla tribuna del Moccagatta. «La cosa che mi ha colpito di più - dice ancora il grossetano - sono state le parole di Ceri. Nel messaggio che ha inviato allo staff per chiedere i miei dati per l’accredito, ha scritto: “Il Grifone è anche suo”. Ecco, mi sono sentito parte di qualcosa di davvero grande». Lozzi, i colori biancorossi se li porta ne cuore fin da bambino. Suo babbo Sergio e sua mamma Rossana vivono ancora a Grosseto, dove Marco è nato e cresciuto. «Da bambino andavo allo stadio con mio babbo - dice - e il Grosseto lo seguo da sempre. Per me non è tifare soltanto una squadra di calcio, è qualcosa di molto più profondo. Significa manifestare l’attaccamento alla mia città, alla mia terra di Maremma, quella che mi porto dentro ovunque vada».

Ieri sera, il sogno di passare un po’ di tempo con i ragazzi del Grosseto, si è avverato. E oggi Marco, sarà in tribuna, là dove deve stare un tifoso doc come lui. —

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