Il Tirreno

Grosseto

l’iniziativa 

Arriva il calciosociale, una palestra di vita chiamata integrazione

Sara Landi

Ogni mercoledì alla Cittadella ci si ritrova per giocare Collabora l’Asd Fossombroni, patrocina il Comune  

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO

Quando lo sport incontra un solido progetto pedagogico e la volontà di integrare tutti, soprattutto le persone diversamente abili e chi viene da un contesto familiare o sociale difficile.

Da questo incontro è nato a Roma il calciosociale che ora approda anche a Grosseto grazie al Comune che ha dato il suo patrocinio al progetto presentato dall’associazione sportiva dilettantistica Calciosociale in collaborazione con l’Asd Fossombroni. Ieri il fondatore del calciosociale Massimo Vallati era in Comune per illustrare il progetto che ha la sua base operativa nell’impianto sportivo dello Csen alla Cittadella dello studente in via Scopetani. Qui ogni mercoledì dalle 18 alle 20 ci si ritrova per giocare. E non solo. Perché nel progetto “Palestre di vita: giovani a confronto sui campi di calciosociale” viene meno la competizione per privilegiare altri aspetti come le relazioni, il rispetto reciproco, la crescita personale e l’inclusione.

«Il calcio è lo sport più seguito – dice Vallati – ma non sempre è portatore di valori positivi. Con il calciosociale cambiamo le regole del calcio per provare a cambiare la società».

Per questo alto valore educativo il progetto è finanziato dall’ufficio sport della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il calciosociale prevede squadre miste di maschi e femmine e anche se l’attenzione è puntata sui ragazzi non ci sono limiti di età o di abilità. La partecipazione è gratuita e l’obiettivo è formare cinque squadre di otto giocatori. Questa edizione ha come filo conduttore l’ambiente e la sua tutela, per questo ogni squadra ha un nome legato agli elementi naturali: acqua, aria, vento, fuoco, sole. Oltre alle partite sono previsti momenti di riflessione sulle tematiche ambientali in collaborazione con Legambiente.

Nessun problema sul fronte delle disposizioni anti Covid-19: il calciosociale è uno sport dilettantistico per cui non incorre nello stop previsto dall’ultimo Dpcm per gli sport amatoriali. Inoltre durante gli incontri viene garantito il rispetto delle disposizioni anticontagio. Ma come si gioca a calciosociale? Ecco alcune regole: le squadre hanno le stesse potenzialità secondo un coefficiente tecnico assegnato, il responsabile è un educatore-facilitatore che assume le decisioni in collaborazione con gli altri, non esiste l’arbitro, ogni giocatore non può segnare più di tre goal a partita, il calcio di rigore viene battuto dal meno forte, non esiste la panchina perché tutti giocano da titolari.

«Come Comune non ci limitiamo al patrocinio – dice l’assessore allo sport Fabrizio Rossi – perché al progetto del calciosociale va senza dubbio il nostro plauso per il messaggio positivo di integrazione che porta con sé».

La referente locale del progetto è Chiara Simonetti. Chi vuole unirsi può farlo scrivendo a grosseto@calciosociale. it o chiamando il 349 8543052. —

Sara Landi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web