Toscana
L’ultramaratoneta Guido Petrucci di corsa per 32 ore sull’Appennino
Ha percorso la Via degli Dei partendo da Bologna e arrivando a Firenze: 135 km Diario di viaggio, tra panorami mozzafiato, tempo incerto e giacigli di fortuna
GROSSETO. Guido Petrucci l’ultramaratoneta non riesce proprio a stare fermo e quindi è sempre alla ricerca di nuove sfide, che mettono a dura prova il suo fisico e la sua forza mentale. Il grossetano, questa volta si è inventato un percorso a piedi in mezzo alla natura.
E allora cosa c’è di più bello di un pellegrinaggio sull’Appennino tosco emiliano chiamato “La Via degli Dei” che parte da piazza Maggiore a Bologna e arriva in piazza della Signoria a Firenze. È chiamato così perché il tracciato attraversa località come il Monte Adone, Monzuno, Monte di Giove, Monte Venere, e Monte Luario dedicato alla dea romana dell’espiazione. Petrucci con tutta sua la attrezzatura al seguito è determinato a completare il percorso. Giovedì 24 è in treno per Bologna, dove trascorre la notte in una struttura che ospita i pellegrini in partenza. Il giorno dopo alle 6 inizia il viaggio che da piazza Maggiore prosegue verso via Saragozza lungo il portico più lungo del mondo: quello che porta al Santuario della beata Vergine di San Luca. Badolo è la prima tappa del viaggio, ma il grossetano la salta e continua fino al Monte Adone e il paese di Monzuno.
Dopo un breve ristoro, si riparte per la tappa seguente: Madonna dei Fornelli che il maremmano raggiunge verso le 18. Si fa buio e prosegue in direzione del Passo della Futa. L’ultramaratoneta è sorpreso nella notte da un forte temporale con vento e brusco calo della temperatura. Percorso quindi affrontato con prudenza. Lungo questo tratto si percorre la Flaminia Militare. L’arrivo di tappa è fissato al Monte di Fò. Per Petrucci è solo un passaggio e quindi non si ferma e tira dritto per San Piero a Sieve dove conta di fermarsi a dormire. Arrivato in paese alle 4 dopo 22 ore di camminata, trova un giaciglio all’aperto dietro un bancone di un bar chiuso. Fa freddo, ma si addormenta all’istante. Alle 6, abbastanza rigenerato riparte per Firenze. Purtroppo in paese perde le indicazioni, ma fortunatamente ha un assistente a distanza, che conosce il percorso alla perfezione e da indicazioni per riprendere la strada giusta. Si fa giorno, tra le nebbie del mattino.
Manca l’ultimo tratto, quello più lungo, 35 km fino all’agognata meta di piazza della Signoria. La stanchezza è tanta e le gambe bruciano ma ormai ci siamo e tira avanti. Lo raggiunge l’amico assistente, al Monastero di Monte Senario. Giancarlo Mozzini lo accompagna per gli ultimi 20 chilometri. La sua compagnia lo distrae dalla fatica e lo motiva. Alla fine Petrucci conclude la sua prova alle 15 di sabato 26 settembre dopo avere camminato per 135 chilometri. Sono trascorse 32 ore dalla sua partenza e ha superato tratti con circa 5000 metri di dislivello. Ad aspettarlo, in piazza della Signoria, ci sono sua moglie Roberta e sua figlia Alice che vedendolo scuotono la testa, ormai rassegnate a questa massacrante passione.
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