Il Tirreno

Grosseto

«Per me il campionato comincerà davvero solo quando allo stadio ci saranno i tifosi»

Paolo Franzò
«Per me il campionato comincerà davvero solo quando allo stadio ci saranno i tifosi»

Simone Ceri, vicepresidente del Grifone, fa le carte alla stagione. E chiede scusa per i ritardi legati alla possibile cessione 

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l’intervista

Si gioca, non si gioca, il dubbio sulla disputa della prima giornata resterà fino all’ultimo. «Non mi stupisco più di niente – racconta Simone Ceri, vice presidente del Grosseto, alla vigilia del via del campionato – Solo in Italia possono accadere queste cose». Ceri è comunque soddisfatto del ritorno di Alessandro Sersanti, che la Fiorentina ha concesso in prestito. Ci puntava tantissimo.

In ogni caso, siamo ai nastri di partenza, sensazioni?

«Per me il campionato – spiega ancora Ceri – comincerà solo quando i tifosi potranno tornare sulle tribune. Che calcio è così? Con gli stadi vuoti, senza l’incitamento del pubblico, senza il boato dopo un gol? Per me, giocare così non sa di niente».

È stata una estate travagliata, non possiamo nasconderlo, con i dubbi durati a lungo su una possibile cessione della società. Cosa vuol dire proprio ai tifosi?

«Che mi dispiace. Chiedo scusa a tutti per un periodo troppo lungo che ha finito per turbare l’ambiente e rallentato tutte le operazioni che dovevamo fare. Ora per fortuna quel periodo è alle spalle e possiamo pensare solo a giocare a calcio».

Parliamo della squadra: che Grifone sta nascendo?

«Abbiamo salvaguardato buona parte del gruppo vincente dello scorso anno e questo era importante. Poi abbiamo preso tanti giovani affamati e vogliosi di mettersi in mostra, più qualche giocatore di esperienza. La mia sensazione è che si possa mettere su un buon manipolo, capace di superare le difficoltà che ci saranno e lottare per la salvezza. Senza dimenticare mai che però al primo punto, ci sarà sempre da salvaguardare il bilancio di una società sana e che tale vuole rimanere, prima di ogni altra cosa».

Le avversarie?

«Sono sincero, conosco poco la categoria e quindi le squadre contro cui giocheremo. Quello che potevamo fare lo abbiamo fatto, ma io preferisco sempre guardare in casa mia e parto dal presupposto che quelli che vestono la maglia del Grifone, sono sempre i migliori».

Il settore giovanile resta sempre al primo posto?

«Fondamentale. Anche perché in una categoria come questa, è la garanzia per il futuro. Purtroppo è ancora troppo presto perché questo possa essere d’aiuto alla prima squadra, dove infatti troviamo solo William Consonni che è cresciuto con noi. Però guardo anche con ottimismo per esempio a quanto fatto da ragazzi del 2002, come Fregoli, Sacchini e Marraccini, tutti del 2002 che si sono ben comportati nel periodo in cui sono stati aggregati alla prima squadra. Ora torneranno in Primavera, ma con un bagaglio di esperienza importante per il futuro». — Paolo Franzò

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