Sicurezza
Berna a San Quirico, ha seguito la strada del cuore
L’ormai ex capitano del Manciano giocherà per la prima volta nella squadra del suo paese: «Una comunità di amici»
san quirico
Il cuore fa la differenza e fortunatamente almeno nel calcio dilettanti le scelte dettate dal cuore sono ancora in buon numero. L’ultimo esempio in tal senso è Davide Berna, centrocampista di qualità del Manciano che da nove anni indossa la maglia biancorossa e sebbene sia ancora giovane (classe 1995) nelle ultime quattro stagioni è stato il capitano del Manciano.
Ma adesso cambia casacca, anche se quella biancorossa è stata in pratica la casacca di Davide per tutta la sua carriera calcistica. Infatti dopo avere iniziato nel vivaio dell’Aurora Pitigliano approdò agli juniores del Manciano per volontà dell’allenatore di allora Emilio Baldoni. Le qualità di Berna vennero immediatamente notate dall’allenatore della prima squadra Alessandro Renaioli che lo fece esordire ad appena 17 anni e da allora Davide è diventato una delle colonne del Manciano: «Conservo ricordi bellissimi e indelebili, tre anni in Promozione e da esordiente la cavalcata nella coppa Toscana vinta nel 2012. In questa competizione giocai tutte le partite tranne la finale a Badesse contro il Viaccia, probabilmente Mister Renaioli voleva aumentare il tasso di esperienza ma ricordo che a me dispiacque molto rimanere fuori da quella finale».
Berna è reduce da un infortunio che lo ha tenuto lontano dal campo per diversi mesi, adesso è fisicamente pronto a rimettersi in gioco ed ammette che a Manciano gli stava venendo meno qualche motivazione: «È un ambiente fantastico dove mi sono trovato benissimo ma proprio per questo motivo per restare a Manciano dovevo essere in condizione di dare il massimo anche a livello mentale». Le richieste non sono mancate a Berna, su tutte quelle di Renaioli, un allenatore che lo stima particolarmente e che avrebbe gradito portarlo con se a Sant’Andrea nel campionato di Promozione. Davide Berna si dichiara lusingato di tale interessamento ma il cuore lo ha portato a San Quirico, la squadra del suo paese dove non ha mai giocato: «Avevo sempre pensato che se un giorno avessi lasciato Manciano sarebbe stato per andare a San Quirico. Oggi quel giorno è arrivato, San Quirico più che un paese è una comunità di amici e per me è stato naturale arrivare a indossare la maglia giallorossa perché si sono concretizzate tutte le condizioni, ad iniziare dal fatto che la mia nuova squadra allenata da Vittorio Gaggi ha allestito un organico importante che può puntare ai vertici della Seconda categoria e mi sarebbe dispiaciuto non far parte di questo progetto». —
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